Terzi: “I marò restano in Italia”. Era ora, un po’ di sano orgoglio di patria

11 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – I due maro’ Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non torneranno in India alla scadenza del permesso che era stato loro concesso per ritornare in Italia a votare. E’ quanto l’ambasciatore italiano a Nuova Delhi Daniele Mancini ha comunitato verbalmente alle autorità indiane, secondo quanto rende noto la Farnesina in un comunicato. La decisione, si aggiunge nel comunicato, è stata assunta d’intesa con i ministeri della difesa e della giustizia e in coordinamento con la presidenza del consiglio dei ministri. Il presidente della Corte Suprema indiana proprio una ventina di giorni fa aveva concesso la licenza ai due fucilieri della Marina italiana per poter votare il 24-25 febbraio. I due marò sono accusati dalle autorità indiane di avere ucciso due pescatori.

CONTROVERSIA INTERNAZIONALE. “L’Italia ha informato il governo indiano che, stante la formale instaurazione di una controversia internazionale tra i due Stati, i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non faranno rientro in India alla scadenza del permesso loro concesso”.

LA REPLICA INDIANA: LI DOBBIAMO PROCESSARE NOI. ”I due maro’ italiani devono essere processati in India secondo le leggi indiane”: cosi’ una fonte diplomatica indiana all’Onu, dopo l’annuncio che La Torre e Girone rimarranno in Italia. ”Ogni commento specifico e’ prematuro, ma e’ chiaro che i due dovranno affrontare il processo in India”, ha spiegato la fonte.

“VIOLAZIONE OBBLIGHI DI DIRITTO INTERNAZIONALE”. Ecco la nota Farnesina: “L’Italia ha sempre ritenuto che la condotta delle Autorita’ indiane violasse gli obblighi di diritto internazionale gravanti sull’India in virtu’ del diritto consuetudinario e pattizio, in particolare il principio dell’immunita’ dalla giurisdizione degli organi dello Stato straniero e le regole della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS) del 1982. All’indomani della sentenza del 18 gennaio 2013 della Corte Suprema indiana, l’Italia ha proposto formalmente al governo di New Delhi l’avvio di un dialogo bilaterale per la ricerca di una soluzione diplomatica del caso, come suggerito dalla stessa Corte, la’ dove richiamava l’ipotesi di una cooperazione tra Stati nella lotta alla pirateria, secondo quanto prevede la citata Convenzione UNCLOS.

Decisione assunta d’intesa con i ministeri della Difesa e della Giustizia e in coordinamento con la presidenza del Consiglio Alla luce della mancata risposta dell’India alla richiesta italiana di attivare tali forme di cooperazione, il governo italiano ritiene che sussista una controversia con l’India avente a oggetto le regole contenute nella predetta Convenzione e i principi generali di diritto internazionale applicabili alla vicenda.

Per questi motivi, l’Italia ha ribadito formalmente al governo indiano, con la nota verbale consegnata oggi dall’ambasciatore Mancini, la propria disponibilita’ di giungere a un accordo per una soluzione della controversia, anche attraverso un arbitrato internazionale o una risoluzione giudiziaria, chiedendo all’India di attivare le consultazioni previste dalla Convenzione UNCLOS.

Decisione assunta d’intesa con i ministeri della Difesa e della Giustizia e in coordinamento con la presidenza del Consiglio Con l’occasione, l’Italia ha informato il governo indiano che, stante la formale instaurazione di una controversia internazionale tra i due Stati, i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non faranno rientro in India alla scadenza del permesso loro concesso. La decisione, che e’ stata notificata anche all’ambasciata indiana a Roma e su cui sono previsti contatti tra i due ministri degli Esteri, e’ stata assunta d’intesa con i ministeri della Difesa e della Giustizia e in coordinamento con la presidenza del Consiglio dei ministri.