Terrorismo, stretta sui passaporti per entrare negli Usa

4 Dicembre 2015, di Alberto Battaglia

NEW YORK (WSI) – Condivisione di informazioni d’intelligence anti-terrorismo fra paesi europei e Stati Uniti, oppure i controlli all’ingresso americani saranno molto più stringenti. È questa l’essenza di una proposta di legge, avanzata dai Repubblicani, che è già passata in commissione e ha riscosso il sostegno del presidente Barack Obama.

Attualmente le legislazioni per i visitatori europei negli Usa hanno già trattamenti diversi e non reciproci; tuttavia, il cosiddetto visa waiver program consente, per i cittadini di una serie di Stati aderenti, l’ingresso senza visto fino a 90 giorni di permanenza. A far parte di questo programma figurano anche 30 paesi europei, che, secondo questa proposta di legge vedrebbero condizionato il visa waiver program alla condivisione dei dati d’intelligence, pena l’esclusione dal novero dei beneficiari di tale trattamento agevolato.

Non solo: l’ingresso per i cittadini che abbiano visitato, negli ultimi cinque anni, Siria o Iraq, o che dispongano la doppia nazionalità di tali paesi dovrebbero richiedere l’accesso agli Stati Uniti con regolare passaporto.

Questa legge condizionerebbe le visite di circa 20 milioni di stranieri sul suolo americano, una ragione, per la quale la questione è stata ampiamente dibattuta nelle sue conseguenze economiche. Ciononostante il livello d’allerta scattato dopo gli attentati di Parigi ha insinuato il sospetto che i foreign fighters, titolari di cittadinanze europee, possano entrare con troppa facilità negli Stati Uniti. A pensarla così è Kevin McCarthy, leader dei Repubblicani alla House of Representatives:

Voglio enfatizzare il fatto che 5mila possessori di passaporti occidentali hanno viaggiato in Siria e Iraq. Ciò spiega perché adesso dobbiamo essere in grado di combattere questo fenomeno

Fonte: Financial Times