Terremoto, il conto corrente dello sciacallo e alert Fiorello su donazioni

30 Agosto 2016, di Laura Naka Antonelli

Continuano gli episodi di sciacallaggio legati al terremoto che ha devastato il centro Italia. Se nei giorni scorsi erano circolate notizie su uomini in carne e ossa che si sono spacciati per carabinieri e poliziotti, volontari o membri della Protezione Civile, allo scopo di rubare quanto rimasto nelle abitazioni abbandonate, nelle ultime ore la Polizia postale riporta il caso di uno sciacallo in versione online, che avrebbe indicato un numero di conto corrente per donazioni per la ricostruzione dei centri che in realtà sarebbe suo.

Nelle ultime ore, tra gli sciacalli due persone sono state individuate ad Amatrice dagli agenti della Polizia di Roma Capitale e hanno rischiato il linciaggio dalla folla, che ha iniziato a inveire al loro passaggio.

Di età sui 30 anni circa, italiani, i due hanno detto di aver viaggiato per 700 km e di essere lì per aiutare: ma gli accertamenti hanno portato all’identificazione di due pregiudicati con numerosi precedenti specifici tra cui furto e rapina.

Nel pomeriggio sono stati segnalati altri due arresti per sciacallaggio nella frazione di “Preta”, Amatrice.

“I componenti di una pattuglia del Nucleo Radiomobile di Roma, di rinforzo al personale presente in provincia, nella tarda mattinata nella frazione di Preta del comune di Amatrice hanno sorpreso un uomo e una donna, di 44 e 45 anni, che a bordo di una Passat con targa tedesca, avevano compiuto poco prima alcuni furti nelle abitazioni distrutte dal terremoto. A seguito della perquisizione sono stati trovati svariati capi di abbigliamento, alcuni oggetti domestici, oltre 300 euro in contanti, una pistola giocattolo sprovvista del tappo rosso e alcuni arnesi da scasso. I due, entrambi romeni e gravati da numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio, sono stati arrestati con l’accusa di furto aggravato e trattenuti nelle camere di sicurezza, in attesa della convalida da parte dell’autorità giudiziaria. Il materiale trovato è stato posto sotto sequestro in attesa di definire la reale provenienza e la restituzione agli aventi diritto”.

A tal proposito occhio all’alert che è arrivato da Fiorello sulle donazioni proprio salla sua pagina Facebook, che al momento si trova nel Laos in vacanza:

“Seguire i funerali è stata una cosa drammatica, genitori che piangono i figli, quando si sopravvive soprattutto ai propri figli, me lo diceva mio padre. La macchina della solidarietà è partita proprio alla grande. Stiamo mandando un sacco di soldi per gli amici del Centro Italia e volevo dire una piccola cosa: occhio, attenzione sono stato già invitato ad almeno 4 manifestazioni per raccogliere fondi. Occhio a queste manifestazioni che facciamo noi del mondo dello spettacolo. Perché il gioco deve valere la candela, perché se per organizzare le cose devi spendere soldi, non devolvi tutto tranne le spese, allora non lo fai. O fanno tutti beneficenza sennò non vale la pena perché le spese sono tante. Occhio a chi organizza questi spettacoli. Siccome ho ricevuto questi inviti vorrei mettere il punto. Io mi fiderei di più se lo spettacolo fosse organizzato da una onlus o da una organizzazione affidabile, altrimenti la storia insegna che poi alla fine uno raccoglie fondi e poi vada a vedere dove sono finiti questi soldi”. E conclude “Io lo so come funziona. Troppa gente dietro, troppi organizzatori, mi fanno paura. E` meglio fare ognuno a modo suo, io preferisco fare la mia beneficenza privata, c`è bisogno di cantare? Dai i soldi direttamente e il gioco è finito”.

VIDEO Fiorello

Sempre in tema di donazioni, Mark Zuckerberg, oggi a Roma, ha donato 500mila dollari alla Croce Rossa per sostenere gli aiuti alla popolazione terremotata del centro Italia e Facebook è stato messo a disposizione della Cri per qualsiasi sua esigenza. Lo ha detto lui stesso:

“Quando ho appreso del terremoto mi sono molto rattristato. La prima reazione è stata chiedermi se ci fosse qualsiasi cosa che potessi fare per dare un aiuto. Ci siamo chiesti cosa potesse fare Facebook. Certo, ” la cosa più importante è il nostro Safety check, con cui ogni volta che si verifica un disastro si ha la possibilità di informare i propri amici sul fatto di stare bene. Allo stesso tempo, noi volevamo fare di più e abbiamo inziato a lavorare con la Croce Rossa. Abbiamo donato 500mila dollari e messo a loro disposizione la piattaforma di Facebook per tutto quello che possa loro servire”.