Telegram lancia cripto-utopia libera dal controllo statale

18 Gennaio 2018, di Alessandra Caparello

Più di 70 miliardi di messaggi scambiati ogni giorno nelle chat e 180 milioni di utenti attivi: sono questi i numeri che vanta Telegram, il servizio di messaggistica istantanea basato su cloud fondato dal russo Pavel Durov, in forte crescita anche se al momento non può ancora competere con il colosso WhatsApp.

In piena febbre delle criptovalute, Telegram starebbe per lanciare la sua piattaforma Blockchain e la sua moneta digitale, il Gram. Si tratterebbe di una Ico, un’Initial Coin Offering da cui reperire nuove risorse che dovrebbero servire per creare nuovi servizi, e trasformare così in modo radicale l’app, o meglio, creare un ecosistema basato sulla promettente tecnologia blockchain. Una sorta di “cripto-utopia” libera dal controllo statale.

Il sistema dovrebbe prendere il nome di The Open Network o Telegram Open Network (TON)  si  trasformerebbe in una piattaforma multiservizi, sul modello di WeChat, ma che utilizza la blockchain per trasferire denaro in modo istantaneo e con costi di transazione ridotti al minimo. Il fondatore di Telegram, Pavel Durov, chiamato anche il Mark Zuckerberg di Russia, non conferma il lancio della sua criptovaluta ma in rete è finito un white paper, che descrive le fasi del lancio della criptovaluta di Telegram.

La rete TON che potrebbe essere utilizzata anche da terze parti (cioè da altri siti e piattaforme) lancerà una vendita di token nel primo trimestre del 2018 e il quattro per cento dell’offerta di GRAM (200 milioni) sarà riservato al team di sviluppo di Telegram con un periodo di vesting di quattro anni. Telegram prevede anche di mantenere “almeno il 52 per cento” dell’intera offerta di moneta GRAM, per proteggerla dal trading speculativo e mantenere una certa flessibilità. Il restante 44% sarà venduto sia nella vendita pubblica che in quella privata. Il token di Gram dovrebbe essere messo in vendita a circa 1,20 dollari.

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