Telecom Italia +7,7%, nel settore tlc si guarda a fusione Wind e 3

11 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Balzo in Borsa per il titolo Telecom Italia che, all’indomani delle dichiarazioni dell’AD, chiude in progresso del +7,7%. “Ci sono conversazioni in corso con Mediaset e Netflix perchè riteniamo che la nostra piattaforma possa essere aperta ai fornitori di contenuti che vogliano raggiungere il loro pubblico”. E’ quanto ha detto ieri Marco Patuano, nel corso di un’audizione alla Camera.

Ma a spingere al rialzo le quotazioni sono anche le scommesse su nuove operazioni di M&A nel settore, dopo la notizia relativa alla prossima fusione tra Wind e la Tre. A riportare le indiscrezioni è stato il Financial Times. Di fatto la cinese Hutchison Whampoa e la russa Vimpelcom sarebbero in trattative avanzate per una fusione tra le due controllate italiane, rispettivamente Tre e Wind, per l’appunto, al fine di competere in modo più agguerrito con le altre due società di telefonia mobile che dominano il mercato italiano, ovvero Vodafone e Tim.

Tornando alle dichiarazioni dell’AD, Patuano ha fatto riferimento ieri anche alla convergenza “naturale” tra aziende di telecomunicazioni e di e media dopo l’accordo stretto con Sky. “L’accordo con Sky – hnon prevede alcuna esclusiva in quanto la nostra piattaforma è neutrale e aperta a qualsiasi fornitore di contenuti: non spetta a noi fare la ‘gate keeper’; saranno il mercato e gli stessi utenti a promuovere i programmi e i modelli di fruizione più idonei alle loro esigenze”, ha sottolineato l’AD, che ha continuato: “E’ ormai evidente a livello internazionale la tendenza del mercato verso una tipologia di offerta quadruple play che coniuga servizi di telefonia fissa e mobile, accesso a Internet e servizi televisivi”.

Riguardo all’uso della rete di Telecom non c’è alcuna asimmetria e quindi “la necessità di separare la rete noi non la vediamo”.

“Noi abbiamo sempre risposto che la nostra posizione è che la rete debba essere neutrale più che societarizzata. Ci sono due cose che determinano equivalenza della rete nell’accesso verso gli operatori: la mancata applicazione dell’asimmetria e la seconda è la qualità. Per fare questo abbiamo istituito l’organismo di vigilanza che monitora”.

Ieri una nota positiva era arrivata da Credit Suisse, che ha rivisto al rialzo le stime sull’Ebitda di Telecom Italia (+4% a 6,85 miliardi nel 2017), alzando anche l’outlook sul prezzo obiettivo da 1,05 a 1,10 euro per azione.

Secondo Credit Suisse, “se tutto dovesse andare secondo i piani di Telecom Italia e l’Ebitda dovesse tornare a crescere nel 2017, crediamo che la società potrebbe valere 1,6 euro per azione ordinaria”.

(Lna-DaC)