Mercati

Tech Usa, banche Ue e oro: dove investire secondo Generali Investments

Le borse mondiali continuano ad aggiornare nuovi massimi storici sostenuti dal comparto tecnologico nonostante l’incertezza geopolitica e il ritorno delle pressioni inflazionistiche.
È questa la fotografia scattata da Filippo Casagrande, chief investment officer di Generali Investments, nell’ultimo aggiornamento sull’asset allocation. Cosa devono fare adesso gli investitori?

Inflazione in risalita per effetto del caro energia

Secondo Generali Investments, uno degli elementi chiave per interpretare la fase attuale resta l’impatto del conflitto sull’inflazione e sulla crescita economica. L’aumento dei prezzi del petrolio e delle materie prime – inclusi fertilizzanti e costi di trasporto – sta infatti alimentando una nuova accelerazione dei prezzi al consumo. Negli Stati Uniti l’inflazione è salita al 3,8% ad aprile, mentre nell’Eurozona è tornata intorno al 3%. Un’evoluzione che, secondo Casagrande, potrebbe intensificarsi nei prossimi mesi, man mano che i maggiori costi sostenuti dalle imprese verranno trasferiti ai consumatori finali.

Il mercato obbligazionario ha reagito rapidamente al nuovo scenario. I rendimenti governativi hanno toccato livelli che non si vedevano da anni: il Bund tedesco decennale si è avvicinato al 3,2%, sui massimi dal 2011, mentre il Treasury americano ha superato temporaneamente il 4,6%. Parallelamente, le aspettative sui tassi della Federal Reserve sono diventate più restrittive. Il mercato prezza ora la possibilità di un nuovo rialzo del costo del denaro entro fine anno.

Per quanto riguarda il posizionamento, Generali Investments mantiene un approccio neutrale sulla duration sia in Europa sia negli Stati Uniti. La casa di gestione continua però a privilegiare tatticamente il mercato europeo rispetto a quello americano nelle fasi di rialzo dei rendimenti.

“Continuiamo a preferire la parte europea per estendere la duration del portafoglio”, spiega Casagrande, sottolineando come il differenziale tra Treasury e Bund si sia ampliato fino a 150-155 punti base.

BTP, credito ed emergenti: approccio prudente

Sul mercato obbligazionario Generali Investments mantiene un atteggiamento neutrale sia sui BTP sia sulle obbligazioni europee. L’Italia, secondo il report, resta vulnerabile ai rischi legati al caro energia, mentre gli spread attuali non offrono margini significativi di restringimento. Analoga cautela sui corporate bond europei, dove gli spread appaiono compressi nonostante fondamentali societari ancora solidi. La preferenza va quindi a scadenze medio-brevi e ad emittenti di elevata qualità.

Interessante invece il quadro dei mercati emergenti in valuta locale. Generali Investments vede opportunità tattiche soprattutto in Brasile, Colombia e Messico, grazie ai rendimenti reali elevati offerti dai bond locali dopo il recente rialzo dei tassi. Positiva anche la strategia sull’Ungheria, che ha beneficiato di rendimenti in calo e valuta forte. Ai livelli attuali, tuttavia, la casa di gestione sta iniziando a prendere profitto e valuta nuove opportunità sulla Polonia.

Europa favorita nell’azionario, focus su banche e difesa

Sul comparto azionario, Generali Investments adotta un posizionamento tatticamente più costruttivo sull’Europa e in particolare sull’Eurozona, confidando in un miglioramento del quadro diplomatico e nella riapertura dello stretto di Hormuz.

Gli esperti ricordano che i mercati azionari hanno visto una sovraperformance della parte Usa, del Giappone e dei Paesi Emergenti rispetto all’Europa, ma negli ultimi giorni quest’ultima sta dando segni di maggiore vitalità. In termini di temi, il comparto tecnologico ha segnato guadagni mensili nuovamente a doppia cifra, sostenuti da una solida crescita di ricavi e utili. Più in difficoltà, invece i titoli auriferi, con l’oro che fatica a recuperare a causa dei tassi di interesse elevati, e i titoli della difesa europea.

Guardando in avanti i progressi nelle trattative tra Usa e Iran suggeriscono un posizionamento più costruttivo su quei mercati e settori che hanno sofferto di più e che sono rimasti indietro nella fase di rimbalzo. Di conseguenza secondo Generali, un atteggiamento più costruttivo sulla parte di Eurozona appare appropriato, in particolare tramite un ulteriore aumento del sovrappeso sul settore bancario – sempre sostenuto da forte profittabilità – e la chiusura tattica dei sottopesi sulla parte consumi – penalizzata fin qui dai timori sulla crescita e l’impatto del rialzo dei prezzi del petrolio.

Generali consiglia di mantenere un posizionamento costruttivo anche sul settore tecnologico Usa, anche sul settore della difesa europea gli esperti mantengono un sovrappeso, seppur ridotto tatticamente, usando i proventi di questa riduzione per finanziare un aumento delle posizioni su banche europee e chiudere tatticamente il sottopeso sulla parte consumer europea.
Anche sui titoli auriferi Generali manteniene un sovrappeso, nonostante la performance non buona dell’ultimo periodo, in quanto riteniamo l’oro un importante fattore di protezione del potere di acquisto in un mondo con inflazione elevata.