Tassi Usa ancora fermi, Rosengren (Fed) lancia allarme immobiliare

21 Settembre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Bocce ferma oggi dalla Fed, che, secondo le stime del mercato, dovrebbe lasciare fermo il costo del denaro Usa. In attesa di avere la conferma, all’interno del Fomc, il braccio operativo della Banca Centrale americana, si acuisce sempre di piu’ lo scontro tra falchi e colombe.

Il presidente della Fed di Boston, Eric Rosengren, ha reso chiaro il volere che l’istituto guidato da Janet Yellen ritocchi all’insù il costo del denaro, seppur in modo graduale. In un articolo pubblicato un paio di giorni fa sul Wall Street Journal, si sottolinea il cambio di direzione del Rosengren, il quale, pur riconoscendo gli effetti positivi che la politica espansiva ha avuto negli anni scorso sulla crescita Usa, ne vede ora prevalentemente rischi.

“L’economia americana sta procedendo di buon passo, nonostante un contesto globale debole, vale la pena riflettere sulla sostenibilità di tale crescita”, ha dichiarato Rosengren, aggiungendo che “Un tasso di disoccupazione così basso non e’ a costo zero”.

Il numero uno della Fed di Boston ha punta il dito soprattutto sulle conseguenze negative che una prolungata politica espansiva stanno delineando sul fronte dei prezzi delle case,. In particolare la sua preoccupazione principale riguarda il possibile scoppio di una bolla nel mercato immobiliare.

Il governatore, vecchia “colomba” all’interno della Fed, ovvero orientato ad una politica monetaria accomodante, potrebbe, dunque, spostare il centro di gravità della banca a favore di un rialzo dei tassi, proprio nella riunione odierna.

Il banchiere e’ diventato sostenitore di una politica monetaria restrittiva, nell’estate 2015, quando ha definito “appropriata” la decisione iniziare ad alzare i tassi di interesse.

Il meeting odierno della Fed, è molto importante giacché l’istituto con sede a Washington diffonderà anche le nuove proiezioni economiche.