TASSI UE: GLI ANALISTI PREVEDONO BCE FERMA

23 Maggio 2001, di Redazione Wall Street Italia

La Banca Centrale Europea si riunisce oggi a Francoforte ma gli analisti non si aspettano un taglio dei tassi di interesse della zona euro. I segnali provenienti da Eurolandia sono infatti contrastanti, ma troppo forte sembra il pericolo inflazione per rischiare un allentamento. Tutto pare dunque rimandato, magari con una riduzione dello 0,25%, alla prima riunione di luglio, sempre che i dati macro lo consentano e che il prezzo del petrolio non cresca ancora.

“Non vorrei essere nei panni dei banchieri centrali, quest’oggi – dice a WallStreetItalia Andrea Brasili, analista macro di Ubm, interpretando il sentimento comune anche ad altri operatori – da una parte il rallentamento dell’economia richiederebbe un nuovo intervento sui tassi; dall’altra i dati sull’inflazione lo sconsigliano fortemente”.

Oggi sono stati diffusi i risultati della crescita del Prodotto interno lordo del primo trimestre 2001 in Francia e in Germania, ambedue in rallentamento rispetto al quarto trimestre 2000. In Francia è stato segnalato un +0,5% rispetto a un +0,8%; in Germania un +2% rispetto a un +2,6%.

“Se in Francia il Pil dà ancora indicazioni positive, con domanda domestica ancora buona – nota ancora Brasili – in Germania la situazione è peggiore, con l’unico contributo alla crescita portato dall’aumento dell’export netto. Ma anche qui bisogna notare che l’export netto si mette in evidenza a causa delle minori importazioni, dovute a un rallentamento della domanda, nonostante la riduzione delle imposte personali sul reddito”.

Sergio Lugaresi, analista di Banca di Roma, prevede che la crescita di Eurolandia sarà in fase di rallentamento “almeno fino alla fine dell’anno; recupererà dopo la ripresa americana”.

La BCE sembra però avere le mani legate. I lacci li ha tesi bene l’inflazione, specialmente quella tedesca che, prevede Brasili, “a maggio potrebbe attestarsi intorno al 3,6-3,7%; con questi numeri l’inflazione dell’area euro rischia di porsi a 3,1-3,2%. Ci vorrebbe molto coraggio a tagliare”.

Sì, aggiunge Riccardo Cavallero, analista per l’Europa di Gestnord Intermediazione Sim, “se mai oggi la BCE dovesse tagliare i tassi, ciò significherebbe un radicale cambiamento della sua politica monetaria”.