Fed come da attese: tassi invariati, monitorando futuri sviluppi

11 Dicembre 2019, di Alberto Battaglia

Nella sua ultima decisione sulla politica monetaria, Federal Open Market Committee ha deciso di lasciare invariati i tassi di riferimento sui fondi federali, nell’intervallo compreso fra l’1,50% e l’1,75%. Rispettato, dunque, il pronostico largamente condiviso fra gli economisti, che non avevano osservato sensibili segnali di deterioramento nell’economia, tali da giustificare un ulteriore taglio dei tassi d’interesse. Il voto in seno al Committee è stato unanime.

Di seguito il giudizio del Fomc sull’attuale congiuntura americana:

“Il mercato del lavoro rimane forte e l’attività economica è aumentata a un ritmo moderato. I guadagni occupazionali sono stati solidi, in media, negli ultimi mesi e il tasso di disoccupazione è rimasto basso. Sebbene la spesa delle famiglie sia cresciuta a un ritmo sostenuto, gli investimenti fissi delle imprese e le esportazioni rimangono deboli. Su una base di 12 mesi, l’inflazione e l’inflazione complessive per gli articoli diversi da cibo e dall’energia sono inferiori al 2%. Le misure di compensazione dell’inflazione basate sul mercato rimangono basse; le misure basate sull’indagine sulle aspettative di inflazione a più lungo termine sono cambiate di poco”.

 

Si chiude il 2019 per la Fed

Questo 2019, per la Federal Reserve, sarà probabilmente ricordato come l’anno di svolta: da un corso di rialzi e di normalizzazione della politica monetaria, a una nuova fase di politiche accomodanti avviate in seguito alle fibrillazioni dei mercati di fine 2018. Per il momento il ritmo dell’economia americana tiene, con dati relativi all’occupazione particolarmente incoraggianti (+266mila posti di lavoro a novembre) e un tasso d’inflazione Pce ancora all’interno dei valori ritenuti ottimali. Oggi il Dipartimento del lavoro ha fatto sapere che a novembre l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,3% al 2,1% annuo (superando le previsioni degli economisti sondati da Reuters, +0,2; +2,0%). Il tasso sulle spese personali di fondo (Pce), quello più importante ai fini delle decisioni di politica monetaria ha segnato un +1,6% annuo a ottobre – il dato relativo al mese scorso sarà pubblicato solo nei prossimi giorni.