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Tassi: è il giorno della BCE. Cosa farà oggi e nei prossimi mesi secondo gli analisti

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È il giorno della BCE: oggi, intorno alle 14, l’istituto di Francoforte comunicherà un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base, che porterà il tasso sui depositi al 2,50%. È questa l’opinione prevalente di analisti e mercato, mentre appare incerto, a causa di dibattiti interni e dati macroeconomici contrastanti, il percorso futuro.

Cosa deciderà oggi

Con il taglio di oggi, il sesto di fila, i tassi sui depositi passeranno dal 2,75% al 2,50%, livello che sarebbe ancora tecnicamente restrittivo in base all’intervallo neutrale dichiarato dalla BCE (1,75%-2,25%), come fa notare Annalisa Piazza, Fixed Income Research Analyst, MFS Investment Management, che prevede, sempre nella riunione di oggi, una leggera revisione al rialzo per l’inflazione del 2025 (a causa dell’ipotesi di un aumento dei prezzi dell’energia e di un leggero calo dell’euro pesantemente influenzato dal commercio, che compensa l’impatto negativo della debolezza della domanda). Allo stesso tempo – continua l’analista –  il PIL dovrebbe essere rivisto leggermente al ribasso, soprattutto a causa degli effetti di trascinamento poco incoraggianti del quarto trimestre 2024, quando l’attività dell’Eurozona è aumentata a malapena (0,1% Q/Q rispetto alle aspettative della BCE dello 0,2%).

BCE spaccata

Se la decisione odierna appare scontata, le prossime mosse appaiono invece tutt’altro che facili da decifrare. Questo perché, nelle ultime settimane, dalle dichiarazioni di alcuni membri del consiglio direttivo, è emersa una contrapposizione con alcuni membri “falchi” che hanno già espresso preoccupazioni riguardo a ulteriori riduzioni.

Alcuni ritengono infatti che la politica monetaria non sia più restrittiva e che il tasso neutro ottimale sia più alto rispetto al passato. La crescita dei prestiti ipotecari e societari, unita a un miglioramento del reddito reale, supporta una prospettiva di crescita positiva per il 2025. Non sorprende che questi “falchi” spingano per una pausa nei tagli dei tassi. Le “colombe”, invece, sostengono che l’inflazione e la crescita dei salari si stiano avvicinando all’obiettivo e che permangano rischi per la crescita economica. Auspicano a un rapido avvicinamento a un tasso di base del 2% (o inferiore).

A questo punto, come fanno notare gli esperti di ING:

“La comunicazione cruciale da tenere d’occhio è se la BCE toglierà l’etichetta “restrittiva” dalla sua posizione ufficiale. In tal caso, una pausa nel ciclo di tagli dei tassi potrebbe diventare un’opzione. In caso contrario, l’attuale ritmo di tagli dei tassi continuerà” si legge in una nota, in cui si ritiene probabile che la BCE eviterà di fornire una forward guidance a causa dell’elevato livello di incertezza.

Cosa farà dopo il taglio odierno

Al di là dei delle incertezze, il mercati dei tassi di interesse a breve termine sta comunque prezzando tagli consecutivi negli incontri della Bce fino a giugno, portando il tasso sui depositi al 2%.

È di questa idea anche Vincent Reinhart, Chief Economist e Macro Strategist di BNY Investments, l’istituto di Francoforte taglierà il costo del denaro di 25 punti base in ciascuno dei prossimi tre meeting (marzo, aprile e giugno). A quel punto, “il tasso di riferimento si attesterà al 2%, dove resterà fino al 2026”.

Più prudente Martin Wolburg, Senior Economist di Generali Investments secondo cui la discussione nei mercati e all’interno del Consiglio Direttivo (GC) si sta spostando verso il punto di arrivo di questo ciclo di allentamento . Per questa ragione, “ci aspettiamo che la BCE mantenga il suo approccio basato sui dati, riunione per riunione, con un’enfasi continua sulle incertezze. Pur lasciando aperta la porta a ulteriori tagli dei tassi, probabilmente comunicherà anche che il grado di restrizione della politica è significativamente diminuito”.