Tasse locali: aumenti record nelle città dove si vota

16 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Casa, rifiuti, addizionale Irpef: in cinque anni le tasse locali hanno conosciuto aumenti record fino anche al 300%. Un tema, quello della pressione fiscale, che almeno fino a questo momento è stato il grande assente della campagna elettorale che porterà al voto a giugno 1300 Comuni italiani tra i quali grandi città come Roma, Milano, Napoli, Bologna e Cagliari.

E a dare conto della situazione fiscale nelle grandi città chiamate alle urne uno studio della UIL Servizio politiche territoriali per un servizio richiesto dal quotidiano Repubblica. Così dallo studio emerge che Roma è la città con l’addizionale Irpef più alta d’Italia, circa l’80%, sulla seconda casa si arriva al tetto massimo dell’11,4 per mille e una famiglia tipo ha speso in media di tasse locali 1962 euro.

Andando al Nord, a Milano in cinque anni la città ha portato dallo 0 allo 0,8 % l’addizionale Irpef comunale. Seconde case al top delle aliquote con l’11, 4% mentre la tassa rifiuti in cinque anni è aumentata del 57,6%. A Cagliari si è registrato invece un incremento record della tassa sui rifiuti (+83,7%), mentre l’addizionale Irpef è aumentata in cinque anni dal 2010 al 2015 del 2,7% e una famiglia tipo ha speso in media di tasse locali 1722 euro. A Torino l’aumento delle tasse locali è stato più o meno costante, arrivando a crescere del 60% l’addizionale Irpef e in media la famiglia tipo torinese ha visto aumentare la tassa rifiuti in 5 anni del 26,6%.

Da ultimo, Bologna e Napoli con la prima che ha visto cresce l’addizionale Irpef in cinque anni del 14,3% e la tassa rifiuti del 15,7% arrivando così ad un esborso medio per una famiglia tipo di 1779 euro di tasse locali. Il capoluogo partenopeo invece vanta un triste record, quello della tariffa rifiuti che risulta tra le più alte d’Italia (436 euro l’anno) e sulla famiglia tipo un peso di 2.011 euro di tasse.