Tangenti e caviale: così l’Azerbaijan ha corrotto un politico italiano

21 Novembre 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Due milioni e 390mila euro: è questa la cifra che secondo la procura di Milano Luca Volontè, ex deputato Udc e parlamentare del Consiglio d’Europa avrebbe intascato per far bocciate il rapporto Strasser che metteva in luce le detenzioni illegali perpetrate dal governo dell’Azerbaijian.

A renderlo noto un’inchiesta di Report, la trasmissione televisiva di Rai3 in onda questa sera. L’Azerbaijan è il paese caucasico primo fornitore di petrolio all’Italia, con a capo del governo il presidente Aliyev il cui programma politico è tutt’altro che pacifico.

Dalla fortuna nascosta a Panama alla repressione degli oppositori politici, alle elezioni manipolate fino ai giornalisti dissidenti in prigione. Come racconta la giornalista azera Khadija Ismayolva:

“Chiunque può finire in prigione, anche per un like ad un articolo che critica il governo”.

E queste ingiustizie sono state raccolte e documentale dal deputato tedesco al Consiglio d’Europa, storica organizzazione che promuove i valori democratici e i diritti umani, Christopher Strasser che punta il dito contro il governo azero. Il Consiglio ha tuttavia bocciato il suo rapporto: 125 contrari e 79 favorevoli.

Un’aula insolitamente piena quel giorno, con russi, turchi, spagnoli e molti italiani: tutti hanno votato compatti contro il rapporto di Strasser. E il ruolo centrale, come sottolinea a Report lo stesso deputato tedesco, lo ebbe il capo del gruppo popolare italiano, un certo Luca Volontè.

Oggi gli inquirenti di Milano scoprono che quello stesso Volontè intascò una ricca tangente per far bocciate quel rapporto.

Secondo i magistrati milanesi, quel denaro proveniva dalle casse della società di telecomunicazioni azera Baktelecom mmc. Per l’accusa Volontè avrebbe intascato la mazzetta “per sé e per terzi soggetti” dal politico Elkhan Suleymanov, suo collega nell’Assemblea parlamentare, “da un collaboratore di questi, tale Muslum Mammadov, e da “altri soggetti politici azeri non meglio identificati”.

Affinché asservisse “la propria funzione pubblica” ai loro interessi e a quelli del “governo dell’Azerbaijan. Una condotta perpetrata in più occasione dal governo azero che opsita da sempre politici stranieri e offre a loro cadeau di lusso come il pregiato caviale del mar Caspio.