Tajani: per infrastrutture “si deve e si può sforare il 3%”

21 Agosto 2018, di Alberto Battaglia

L’Europa non deve diventare un capro espiatorio per giustificare disastri come quello di Genova: a dirlo è il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. L’ex candidato premier indicato da Forza Italia ha dunque incalzato la Lega sul tema delle infrastrutture, invitando a sforare il 3% in quanto tali investimenti rientrerebbero fra quelli ammessi dall’Unione Europea fuori dai vincoli di bilancio.

 

Sforare il 3% per le infrastrutture “non solo è giusto, ma è possibile”, ha dichiarato in un’intervista al Corriere, “l’Europa non ammette che si sfori per provvedimenti come il reddito di cittadinanza, ma è disponibile a concedere flessibilità per migliorare le infrastrutture. Anzi, sollecita i Paesi che non lo fanno ad agire con decisione. Io stesso, da commissario, autorizzai lavori come la Tav, la Trieste-Chivasso, i lavori al Gra, la stazione Tiburtina. E’ stata sempre concessa ogni flessibilità possibile, non creiamo capri espiatori”.

 

Altro il discorso sarebbe se il limite del deficit venisse sforato “per spese improduttive, se ogni tanto qualcuno propone di uscire dall’euro, se manca un piano industriale, se all’improvviso si propongono le nazionalizzazioni è normale che gli investitori si spaventino”. Un invito alla serietà che sarebbe utile anche a convincere le agenzie di rating a mantenere le valutazioni entro la soglia investment grade, ha aggiunto Tajani, affermando che non serve parlare di complotti dei “mercati”.