Tagliate stime Pil, Padoan: con Brexit aumentati rischi

27 Luglio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – L’economia italiana, la terza dell’area euro, dovrebbe essere cresciuta tra aprile e giugno di 0,1 o 0,2 punti percentuali in termini congiunturali a fronte del +0,3% registrato nel primo trimestre e rispetto al +0,4% stimato. Sono le stime del Tesoro, che ha citato tra i fattori negativi il rallentamento delle economie emergenti e l’incertezza per il risultato della Brexit.

“Le nostre valutazioni preliminari riguardo al secondo trimestre portano a ritenere che la crescita abbia rallentato allo 0,1-0,2% congiunturale”. Per giustificare la revisione al ribasso il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha citato nel corso del question time alla Camera la debolezza delle economie dei mercati emergenti e al nervosismo pre e post Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Europa sancita con il referendum di giugno.

“Se il voto britannico fosse stato a favore della permanenza nell’Ue saremmo stati propensi a mantenere la previsione ufficiale e al più a suggerire un rischio al ribasso pari a non più di due decimi di punto quest’anno e pressoché zero nel 2017”, ha aggiunto il ministro rinviando alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (la finanziaria) per il nuovo quadro macroeconomico e di finanza pubblica.

Nel Def la previsione di crescita economica era stata fissata all’1,2%, “senza Brexit saremmo stati orientati a mantenerla o al più a rivederla al ribasso di due decimi”, ha sottolineato il ministro. “Il nuovo quadro macroeconomico sarà valutato nella nota di aggiornamento al Def”.

“La previsione per l’economia italiana contenuta nel Def 2016 – ha ricordato Padoan – poneva la crescita intorno all’1,2% per quest’anno, all’1,4% per il 2017 e all’1,5% nel 2018. Dal punto di vista del profilo trimestrale si prevedeva un incremento in termini reali dello 0,3% nel primo trimestre, seguito da aumenti piu’ corposi dal secondo trimestre in poi, col trimestre appena concluso in salita allo 0,4 per cento. Le stime Istat hanno confermato una crescita congiunturale dello 0,3% nei primi tre mesi dell’anno”.

Quanto al tema delicato delle banche, sotto pressione anche sui mercati, Padoan ha detto che non c’è bisogno di un intervento pubblico e che l’aiuto dei privati mediante “soluzioni di mercato sostenibili ed efficaci” dovrebbe bastare a risolvere il nodo delle sofferenze, anche perché il sistema bancario italiano “è solido”. I crediti inesigibili si potranno smaltire anche attraverso il fondo Atlante e la garanzia pubblica sulla cartolarizzazione delle sofferenze (Gacs).

Il sistema bancario italiano non ha insomma bisogno di un intervento diretto dello Stato, secondo quanto detto da Padoan ai deputati in risposta a una domanda sulle iniziative in corso sia per l’intero sistema bancario sia per il caso della ricapitalizzazione di Mps.

“Gli stress test servono a dare indicazioni sulle capacità di resilienza delle singole banche e del sistema bancario nel suo complesso. I risultati possono indicare singoli casi di criticità. Seguiamo l’evoluzione in stretto contatto con le autorità europee. Il sistema bancario italiano è in grado di implementare soluzioni di mercato”, ha spiegato il ministro, ricordando già alcune delle iniziative messe in campo come la Gacs sulla cartolarizzazione delle tranche senior delle sofferenze, le norme per accelerare le procedure per il recupero dei crediti, il Fondo privato Atlante destinato a comprare dalle banche le tranche equity e mezzanine delle sofferenze.