Manovra 2020: le novità allo studio, tagli al cuneo fiscale e rivoluzione ticket sanitari

2 Ottobre 2019, di Mariangela Tessa

Tutto pronto o quasi per la Manovra 2020, la legge di bilancio per il prossimo anno. Il giorno dopo l’approvazione dell’approvazione della Nota di aggiornamento al Def,  il governo si mette al lavoro per definire nel dettaglio le misure della Legge di Bilancio 2020. Prima fra tutte,  il taglio delle tasse sul lavoro che dovrebbe portare in busta paga circa 500 euro. Almeno questo è quanto ha indicato il vice ministro all’Economia, Antonio Misiani, intervenendo su Rai 3.

“Ridurre le tasse sul lavoro è l’obiettivo del governo. Il taglio del cuneo fiscale porterà più soldi al lavoratore dipendente. Se lo estendiamo alla platea dell’80 euro questi avranno 500 euro in più all’anno”, ha garantito l’esponente Dem.

Intanto, secondo quanto scrive il Sole 24 Ore, sono al momento due le ipotesi su cui  si starebbe concentrando il governo per ridurre le tasse sul lavoro.
La prima sarebbe una sorta di credito d’imposta, “che assorba il bonus Renzi da 80 euro, per far entrare nelle disponibilità dei lavoratori fino a 1.500 euro in un’unica mensilità, a luglio”.
La seconda opzione invece è quella di “taglio secco dei contributi a carico dei lavoratori”.  L’obiettivo in entrambi i casi è identico: far crescere le buste paga e rilanciare i consumi.

Nel frattempo, prende piede anche la riforma nel settore della sanità con cambiamenti in tema di ticket sanitario. Dalle prime indiscrezioni,  si pagherà in base al reddito: tetto per la spesa annua, poi prestazioni gratis. E sarà eliminato il tanto contestato superticket sulle prestazioni specialistiche ed ambulatoriali.

Secondo una prima bozza del ddl che l’ANSA ha potuto visionare, il costo dei ticket sanitari per le prestazioni specialistiche, di diagnostica strumentale e di laboratorio, sarà stabilito in base al costo delle prestazioni e del “reddito familiare equivalente”, vale a dire del reddito prodotto dal “nucleo familiare fiscale rapportato alla numerosità del nucleo familiare”. Anche stabilendo un importo come limite massimo annuale di spesa, al raggiungimento del quale cesserà l’obbligo dell’assistito di partecipare alla spesa sanitaria.

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