Svizzera, bocciato il referendum sugli stipendi più equi

25 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

GINEVRA (WSI) – Bocciato in Svizzera il referendum che voleva introdurre forti limitazioni ai mega compensi dei manager di multinazionali, banche e società quotate in Borsa. Gli stipendi d’oro rimangono così intoccabili, lo stesso paese dice no alla proposta di introdurre salari più equi.

In Svizzera un manager guadagna in media 73 volte più di quanto non faccia un suo collaboratore con un incarico meno importante, quello più in basso nei gradini della scala salariale.

L’iniziativa 1:12 aveva l’obiettivo di far si che nessuno possa guadagnare in un anno quello che un manager nella stessa impresa intasca in un solo mese.

I detrattori avevano sostenuto che sarebbe stato di difficile applicazione e che allontanerà le imprese straniere dalla Svizzera.

I promotori hanno sottolineato che dal 2002 al 2009 gli stipendi dei grandi manager sono cresciuti del 61%, mentre quelli di tutti gli altri dipendenti di appena il 3,8%.

Per centrare il risultato non occorreva raggiungere nessun quorum, bensì una doppia maggioranza (di votanti e di cantoni).

Se l’iniziativa fosse passata e la misura fosse stata adottata, avrebbe potuto aprire la strada a simili iniziative anche nel resto d’Europa, in particolare nell’area periferica, disperatamente alla ricerca di una maggiore equità di trattamento per i lavoratori.