Supereuro, corsa continuerà nel 2014

30 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Lo scenario operativo che amo usare è il medio termine, con l’indicazione di segnali di ingresso a mercato prevalentemente su grafici daily e h4, anche se non disdegno potenziali occasioni in intraday, più difficili da seguire per i lettori.

Analizziamo, quindi, le coppie in trend sul grafico daily in questo fine anno, per annotare nella nostra watch list gli strumenti che potrebbero fornire dei segnali con la tecnica Long Term nei prossimi giorni.

La tecnica, semplice ed efficace, si prefigge di individuare dei trend sui grafici daily, attendere dei ritracciamenti ed infine entrare a mercato alla comparsa di segnali dati dall’analisi candlestick. Partiamo dunque con l’analisi.

EURUSD:

Euro davvero in forma in questo anno di trading, chiudendo sui massimi di oltre due anni. Era infatti dal novembre 2011 che non si vedeva l’eurodollaro nei pressi di 1.3800. A livello tecnico il trend del grafico daily è ancora in atto e quindi è lecito aspettarsi nuovi rialzi per l’anno prossimo.

Ora il livello tondo diventa molto importante e dovrà essere sfruttato con perfezione. Se la resistenza dovesse mantenersi potremmo anche vedere dei ribassi ad inizio anno, ma il trend in atto è davvero forte e quindi la soluzione più logica è quella di aspettare la rottura concreta della resistenza ed entrare in acquisto sull’eventuale test dello stesso livello come supporto. Il tutto come indicato in Figura 1.

GBPUSD:

Anche il cable chiude il 2013 in grande spolvero, portandosi sui massimi da oltre due anni e mezzo e raffigurando nel proprio grafico daily una brillante situazione tecnica, ideale per l’operatività a medio periodo, probabilmente anche meglio del “cugino” EURUSD.

Il trend, che continua imperterrito da sei mesi, con la giornata di oggi rompe con forza la zona di massimi precedenti confermando ulteriormente la valenza del trend. La lettura è quindi molto semplice ed anche qui aspettiamo nei prossimi giorni un segnale di acquisto nella zona verde indicata in Figura 2.[ARTICLEIMAGE]

AUDUSD:

Situazione diametralmente opposta invece per l’australiano che soffre per mano della stessa banca centrale australiana, impegnata durante l’ultimo quadrimestre dell’anno ad indebolire la propria valuta, trovandola iper valutata rispetto a tutte le altre.

Tecnicamente parlando, il grafico Aussie sembra aver trovato finalmente supporto intorno a 0.8850 ma è davvero molto presto per poter parlare di rialzo a causa del forte trend ribassista che comunque grava su questo cambio.

Dal punto di vista operativo sono possibili soltanto due scenari ed entrambi short. In primo luogo, se dovesse partire il ritracciamento, potremmo avere una possibilità short in zona 0.9000 (livello rosso segnato in Figura 3) che potrebbe fungere da resistenza importante. Se invece ciò non dovesse avvenire, e dovessero registrarsi ulteriori ribassi, la seconda possibilità potrebbe essere il nuovo test di 0.8850 questa volta come resistenza (notare anche che il grafico del Gold è molto correlato a questo cambio e presenta le medesime opportunità di trading). [ARTICLEIMAGE]

USDJPY

Protagonista indiscusso del Forex da diverso tempo, lo Yen ha subito la più forte svalutazione causata dalla propria banca centrale. Teniamo in considerazione il cambio di riferimento contro il biglietto verde sapendo però che la correlazione fra i vari cross è molto forte, e quindi in caso di trading occorrerà scegliere uno o due strumenti al massimo.

Al contrario di Euro e Sterlina che sono forti e che presentano possibilità future di vendita di dollari, qui abbiamo la situazione opposta con un trend a favore di dollaro. Questo non tanto per la forza della valuta USD, che non lo è, ma perché è proprio lo Yen ad essere debole e, quindi, influenza l’andamento di questo cambio.

La situazione tecnica è facilmente leggibile anche qui, ovvero trend rialzista che va in break out dei precedenti massimi importanti e che acquisisce ulteriore forza. Anche qui si dovrà quindi attendere un pull back del prezzo nella buy zone ed aspettare segnali di analisi candlestick per ottimizzare il timing perfetto. Il tutto come schematizzato in Figura 4.[ARTICLEIMAGE]

L’autore Lucas Bruni collabora come Autore con TRADERS’ Magazine

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Traders’ Magazine – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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