Suicidi e salari più bassi per i giovani: è il momento peggiore per fare il banchiere

12 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

LONDRA (WSI) – “È un momento terribile per fare il banchiere. Si è per strada tre giorni a settimana e si viene pagati molto meno rispetto a 5 anni fa”.
Questo è uno dei pensieri comuni tra i molti banchieri giovani che fanno fatica ad affrontare ritmi di lavoro spesso insostenibili.

Un altro, ad esempio, ammette che fino a qualche anno fa c’era la possibilità di guadagnare anche un milione di dollari l’anno quando si era sotto i trent’anni, ora si tratta di un miraggio.

La crisi ha cambiato tutto, spostato gli equilibri. I banchieri più giovani soffrono, ma anche se gli stipendi e i bonus alti sono stati, quasi ovunque, ridimensionati, i banchieri a trent’anni possono ancora guadagnare diverse centinaia di migliaia di dollari l’anno e una volta raggiunti i quaranta, anche più di un milione.

Per coloro con un pacchetto retributivo più piccolo, un carico di lavoro più leggero è spesso l’unico risarcimento.

La soluzione migliore sarebbe quella di aumentare i salari ma non è una cosa semplice da realizzare. Nella maggior parte delle banche di Wall Street, i ricavi non superano il costo di capitale, mentre le retribuzioni salariali nel loro complesso sono pari ad oltre il 40 per cento del fatturato.

Jamie Dimon, l’AD di JP Morgan, nonostante il cancro non prenderà vacanze e continua a lavorare nelle giornate calde ferragostiane. Lui, in compenso, viene ricoperto d’oro. Sarebbe meglio se si prendesse dei giorni di riposo per curare il tumore alla gola per dimostrare agli azionisti e al mercato che la società può andare avanti anche senza di lui. E lui e i suoi pari grado presso le altre big di Wall Street dovrebbero provare a risolvere il problema di squilibrio esistente tra lavoro e vita privata, che ha portato in alcuni casi anche addirittura al suicidio.

Un anno fa uno stagista di 21 anni di Bank of America, Moritz Erhardt, si è tolto la vita. Anche se secondo gli inquirenti l’ipotesi del suicido è “solo una possibilità”, le tante ore di lavoro hanno sicuramente giocato un ruolo. L’incidente ha spinto le banche a rivedere il modo con cui lo staff più giovane viene trattato. È questa la strada giusta da percorrere.