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I family office dei grandi miliardari hanno chiuso il 2025 con strategie ben definite sui mercati, puntando su calcio professionistico, semiconduttori, criptovalute e persino sull’oro. È quanto emerge dalle comunicazioni trimestrali alla SEC analizzate dalla CNBC, che offrono uno spaccato interessante delle strategie adottate dai grandi patrimoni prima dell’inizio del nuovo anno.
Le strutture di investimento private dei super-ricchi dispongono di risorse tali da poter effettuare operazioni opportunistiche e, in alcuni casi, anche ad alto rischio. E le scelte dell’ultimo trimestre lo dimostrano.
Cooperman tra Manchester United e mutui immobiliari
Tra i casi più discussi c’è quello dell’investitore Leon Cooperman, attraverso il suo family office Omega Advisors. La società ha aumentato la propria partecipazione nel Manchester United, portando il valore complessivo dell’investimento nel club inglese quotato a circa 46,5 milioni di dollari. I tifosi possono però stare tranquilli: un’altra comunicazione ufficiale chiarisce che la quota del 5,2% detenuta da Cooperman rappresenta un investimento passivo, senza intenti di controllo.
Ben più rilevante, in termini di peso sul portafoglio, è stata l’operazione su Rocket Companies. Omega Advisors ha acquistato oltre 375 milioni di dollari di azioni della società di mutui, che oggi rappresenta la principale posizione del fondo, per un valore vicino ai 407 milioni di dollari.
Tepper e Druckenmiller scommettono sui semiconduttori e sull’energia
Alcune mosse si sono già rivelate particolarmente redditizie. Il family office di David Tepper, Appaloosa, ha triplicato la propria partecipazione in Micron Technology, portandola a 428,1 milioni di dollari e facendone la prima posizione in portafoglio. Micron, che produce chip di memoria fondamentali per i data center legati all’intelligenza artificiale, ha registrato un rialzo di circa il 50% dall’inizio del 2026, premiando così la scelta di Tepper.
Anche la Duquesne Family Office di Stanley Druckenmiller ha puntato su un titolo legato alla transizione energetica, aprendo una nuova posizione in Bloom Energy, società specializzata in celle a combustibile. Il titolo è salito di oltre il 100% da inizio anno.
Meno brillanti, finora, le scommesse sul mondo crypto. WIT LLC, veicolo di investimento della famiglia Walton, ha allocato circa 4 milioni di dollari nell’iShares Bitcoin Trust ETF, ma l’ETF ha perso il 21% dall’inizio dell’anno. L’esposizione rappresenta comunque meno dell’1% del portafoglio complessivo.
Dalio punta sull’oro come copertura
Particolarmente significativa la scelta di Ray Dalio, che da mesi mette in guardia da una possibile bolla legata all’intelligenza artificiale e da tensioni crescenti sul fronte dei capitali globali. Secondo l’ultima comunicazione della sua Marino Management, la società detiene una posizione da 438,5 milioni di dollari nello SPDR Gold Trust, che rappresenta circa il 90% dell’intero portafoglio.
Dalio ha recentemente sottolineato come l’oro non debba essere valutato solo in un’ottica speculativa di breve periodo, ma come strumento strategico di diversificazione. Più che chiedersi se il prezzo salirà o scenderà, investitori istituzionali e grandi patrimoni dovrebbero domandarsi quale percentuale strutturale allocare al metallo prezioso per bilanciare le parti più deboli del portafoglio.