Studi settore addio. Ma per contribuenti è sempre fisco Grande Fratello

9 Settembre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Studi di settore addio, cosa cambia per i contribuenti? Il ministero dell’economia avvia il superamento degli studi di settore, che ora diventano “indicatori di compliance”.

Il nuovo sistema dell’indicatore di compliance, equiparabile a una pagella da 1 a 10, prevede premi per chi otterrà voti alti: rimborsi in tempi più brevi e soprattutto esclusione da alcuni accertamenti, dunque una prospettiva più serena, caratterizzata da minore litigiosità con il fisco.

Alla definizione dei nuovi strumenti, voluti dal Tesoro, sono impegnate la Sose (Soluzioni per il sistema economico Spa) e l’Agenzia delle entrate.

L’indicatore di compliance, sottolinea il Tesoro in una nota,

“è un dato sintetico che fornisce, su scala da uno a dieci, il grado di affidabilità del contribuente. Se il contribuente raggiunge un grado elevato avrà accesso al sistema premiale che prevede oggi, tra l’altro, un percorso accelerato per i rimborsi fiscali, l’esclusione da alcuni tipi di accertamento e una riduzione del periodo di accertabilità”.

Per il calcolo, il nuovo indicatore sarà articolato in base all’attività economica svolta in maniera prevalente.

“E verrà costruito – come si legge in un articolo del Corriere – sulla base di una metodologia statistico-economica innovativa che prende in considerazione molteplici elementi. Al singolo contribuente saranno comunicati, attraverso l’Agenzia delle Entrate, il risultato dell’indicatore sintetico e le sue diverse componenti, comprese quelle che appaiono incoerenti. In questo modo il contribuente sarà stimolato ad incrementare l’adempimento spontaneo e incentivato a interloquire con l’Agenzia delle Entrate per migliorare la sua posizione sul piano dell’affidabilità”.

“Non vorremmo passare dalla padella alla brace”, ha commentato ieri il coordinatore dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, Paolo Zabeo, sottolineando che “se il nuovo indicatore di affidabilità fiscale non comporterà una diminuzione del carico fiscale e una importante semplificazione burocratica nei rapporti tra fisco e contribuente, non servirà a nulla”.

Il Giornale, tra l’altro scrive che la minore litigiosità con il fisco è compensata da fattori non proprio confortanti.

“Il rovescio di questa medaglia è rappresentata da una sorta di moral suasion ad aumentare l’autotassazione, cioè a liquidare preventivamente un po’ di imposte in più per evitare di finire negli ingranaggi del Grande Fratello il quale è tutt’altro che seppellito. È stato recentemente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un decreto del ministero dell’Economia che prefigura la situazione cui i contribuenti si troveranno di fronte nei prossimi mesi. Se si vorrà ridurre di un anno la possibilità di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, professionisti, pmi e tutti coloro che sono soggetti a contabilità semplificata dovranno trasmettere telematicamente i dati delle fatture elettroniche e limitare l’uso del contante a 30 euro. Pagamenti ed incassi di importo superiore dovranno essere effettuati esclusivamente con carte di debito o credito, con assegni non trasferibili oppure tramite bonifico. L’agenzia guidata da Rossella Orlandi incrocerà questi dati con quelli rivenienti dagli altri database a disposizione per favorire «l’emersione spontanea delle basi imponibili». In ogni caso, anche la Guardia di Finanza potrà acquisire queste informazioni giacché la compliance sul versante dei redditi di impresa non esclude ulteriori accertamenti sui redditi da capitale (…) Grande Fratello è vivo e lotta assieme al ministro Pier Carlo Padoan”.