Stress Test Eba, banche italiane promosse: i dati

2 Novembre 2018, di Alberto Battaglia

Missione compiuta per i quattro istituti italiani sottoposti allo stress test dell’Eba: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Ubi e BancoBpm. La solidità patrimoniale è risultata al di sopra delle soglie previste sia nello scenario base, sia in quello avverso. Considerando quest’ultima simulazione, quella più sfidante, si apprende che Bpm manterre un Cet1 (al 2018) del 9.93%; Intesa del 10.80%; Unicredit del 10.31%; Ubi del 9.76%. Il livello minimo previsto dalla Bce si attesta a un ben più basso 5,5%.

L’autorità europea ha anche compiuto la medesima analisi anche su sei istituti di cui non è prevista la pubblicazione dei risultati: Bper, Mediobanca, PopSondrio, Iccrea e Credem; secondo quanto scrive Luca Davi sul Sole 24 Ore, anche questi istituti non avrebbero mostrato vulnerabilità. Solo Carige costituisce un’eccezione, con fragilità che potrebbero emergere nel caso di uno scenario avverso: il Cet1, infatti sarebbe sceso nel test al di sotto del 5,5% previsto.

“Il risultato dello stress test dimostra che gli sforzi delle banche per costruire la propria base di capitale negli ultimi anni hanno contribuito a rafforzare la loro capacità di resilienza e capacità di resistere alle forti scosse e agli impatti patrimoniali significativi dell’esercizio 2018”, ha dichiarato Mario Quagliariello, direttore di Analisi economica e statistica presso l’Eba.

“I risultati saranno utilizzati dalle autorità di vigilanza nell’ambito di una più ampia valutazione delle vulnerabilità delle banche e delle loro decisioni di vigilanza”.