Stiglitz, SocGen e BofA in coro: piano Spagna non funzionera’, e’ voodoo

11 Giugno 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Il piano europeo di prestiti concessi alla Spagna per aiutarla a impedire un crack del suo sistema bancario rischia di non funzionare, perche’ il governo e i creditori del paese iberico non faranno altro che sostenersi a vicenda, innescando un pericoloso circolo vizioso.

E’ un po’ quanto sta accadendo all’Italia sul mercato primario: gli investitori stranieri continuano a non fidarsi della qualita’ del nostro debito e a prestare denaro al paese sono spesso le banche nazionali, che cosi’ facendo si riempione di Btp.

“Il sistema prevede che l’esecutivo spagnolo salvi le banche iberiche e che le banche salvino il governo spagnolo, e’ un’economia voodoo, non funzionera’ e non sta funzionando”, ha dichiarato Joseph Stiglitz in un’intervista concessa a Reuters.

Il premio Nobel per l’Economia e’ in buona compagnia. Anche Bank of America e Societe Generale sono dello stesso avviso.

Secondo gli analisti dell’istituto americano, un gruppo guidato dal chief strategist Ruben Segura-Cayuela, senza l’imposizione di condizioni piu’ rigide il programma di aiuti e’ destinato a fallire. L’obiettivo dev’essere quello di aumentare la credibilita’ del paese, altrimenti c’e’ il rischio che i rendimenti dei bonos non scendano a sufficienza.

I termini del piano varato nel fine settimana sono piu’ esorbitanti del previsto. I prestiti ammonteranno a 100 miliardi di euro, una somma superiore a quella che si pensava servisse alle banche per ricapitalizzarsi e riuscire a superare indenne lo scoppio della bolla immobiliare, la recessione economica e la disoccupazione elevata.

Tuttavia, come sottolineato dal premier Mariano Rajoy, non e’ prevista la cessione della sovranita’ sul sistema finanziario e fiscale. Il che implica il rischio sempre presenta di una perdita della credibilita’ sui mercati.

Gli economisti di Societe Generale e di Bank of America sono convinti che questo sia invece un aspetto essenziale, vista la “carenza di fondi nel fondo salva stati EFSF”. Convincere i mercati che la questione delle banche e’ stata risolta e che il debito spagnolo e’ sostenibile non sara’ facile. E dopo il programma da 100 miliardi per salvare Madrid, nelle casse europee sono rimasti solo 250 miliardi di euro.

Gli strategist dell’istituto francese temono che il momento di sollievo sui mercati avra’ vita breve, per via dell’incosistenza del piano di salvataggio delle banche iberiche. Che con ogni probabilita’ non rendera’ immune il paese.