Statuto Movimento 5 Stelle: Grillo presidente, nipote è vice

13 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Non esiste soltanto un non statuto, ma esiste, come per tutti gli altri partiti, anche uno statuto vero e proprio. Secondo il quale Beppe Grillo è il presidente del M5s.

AVVOCATI E COMMERCIALISTI – Suo nipote (e suo avvocato) Enrico, invece, è socio fondatore e vice presidente di M5S. Enrico Grillo, figlio del fratello maggiore di Beppe Andrea, non ha mai avuto nessun ruolo politico nel Movimento.

Ma ha difeso lo zio nel processo che lo ha visto imputato, insieme allo storico leader No Tav Alberto Perino e ad altre venti persone per violazione dei sigilli del cantiere in Val di Susa.

Lo ha aiutato a mettere a punto alcuni dei quesiti referendari per cui il movimento ha raccolto le firme.

Il commercialista Enrico Maria Nadasi, è invece il segretario del Movimento. A trovare lo statuto è stato l’Huffington Post che sul suo sito ha pubblicato l’atto costitutivo del M5s davanti al notaio firmato a Cogoleto, vicino Genova, dove davanti al notaio Filippo D’Amore, il 18 dicembre scorso.

UN’ASSEMBLEA ALL’ANNO – Lì Beppe Grillo, suo nipote Enrico e Nadasi, hanno formalmente costituito l’associazione «Movimento Cinque Stelle». Dunque a Beppe Grillo «spettano la titolarità, gestione e tutela del contrassegno; titolarità e gestione della pagina del blog».

Inoltre, il Movimento, come tutte le associazioni, ha un’Assemblea, che va convocata almeno una volta l’anno entro il mese di aprile. Non compare invece nello statuto il nome di Gianroberto Casaleggio.

Obiettivo da raggiungere anche «mediante la presentazione alle elezioni di candidati e liste di candidati indicati secondo le procedure di diretta partecipazione attuate attraverso la rete internet». Nello statuto si legge anche che «gli eletti eserciteranno le loro funzioni senza vincolo di mandato». Una contraddizione con recenti dichiarazioni di Grillo, che sul suo blog si è scagliato contro l’articolo 67 della Costituzione, che prevede proprio il divieto del vincolo di mandato.

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