Stati Uniti: Crescita mondiale, supera le attese

6 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

Guardando l’economia mondiale, il bicchiere di colpo appare molto più che mezzo pieno. Non soltanto l’andamento dell’economia globale mette a tacere timori di una contrazione, ma risulta migliore di quanto abbiano previsto, solo qualche settimana fa, alcuni dei più ottimisti tra gli analisti. La crescita mondiale pare destinata quest’anno a superare le attese per il sesto anno consecutivo. “Forse è tempo di smettere di ricercare i motivi di un prossimo crollo dell’economia globale e guardare invece a possibili cause di ottimismo”, commenta Dario Perkins, economista senior per l’Europa presso Abn Amro Holding a Londra, che ha un passato presso il Tesoro britannico.
L’inatteso vigore va attribuito a qualcosa di nuovo e a qualcosa di antico. Una ripresa dell’attività manifatturiera della old-economy e un’ondata di finanziamenti di stile nuovo si combinano a sostenere gli utili aziendali e a ridurre la disoccupazione. Finora queste tendenze non hanno alimentato preoccupazioni generalizzate di una ripresa dell’inflazione. Le aziende manifatturiere sono impegnate, a livello mondiale, a incrementare la produzione, dopo aver ridotto le giacenze. Alcune, tra cui Toyota Motor, 3M e Caterpillar, sono persino impegnate a incrementare la capacità. Nel contempo, sul fronte finanziario, nuove imprese, tra cui hedge fund e società di private equity come Madison Dearborn Partners a Chicago, provvedono a rifornire l’economia di carburante per un’ulteriore crescita, attraverso finanziamenti di miliardi di dollari che poggiano sull’indebitamento. L’abbinamento pone le basi per una più veloce ripresa negli Usa, ma aiuta anche paesi come Germania e Cina a sfidare i pronostici di un rallentamento economico.
“L’attuale situazione economica è per molti versi migliore di quanto abbiamo sperimentato per molti anni”, osserva Jean-Philippe Cotis, capo economista presso l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico a Parigi, che ha appena alzato al 2,7 per cento, dal 2,5 per cento precedente, la sua stima di crescita per i 30 Paesi che vi aderiscono. In tale situazione, le Borse salgono, mentre l’obbligazionario vede salire i tassi, alimentati dalla crescita economica, che fa aumentare la domanda di credito e questo in assenza di segnali di maggiore inflazione.
Tuttavia, permane il rischio che le Banche centrali vedano in tali ritmi di crescita pericoli di futura inflazione e alzino i tassi, soffocando così l’espansione. Per Nariman Behraves, capo economista per Global Insight a Lexinton, nel Massachusetts, la possibilità che la crescita economica quest’anno risulti sufficientemente forte da indurre le Banche centrali a usare il freno è del solo 25 per cento.
Ad alimentare l’espansione contribuiscono, in questa situazione, anche nuove fonti finanziarie, nate a fianco del settore bancario. Gli hedge fund hanno visto triplicare il patrimonio gestito nell’arco dell’ultimo decennio a 1.570 miliardi di dollari. Le società di private equity si avviano a raggiungere quest’anno un record quanto ad acquisizioni: hanno già lanciato offerte per 451 miliardi di dollari sinora nel 2007, contro i 229 miliardi nel corrispondente periodo del 2006. Tali strumenti finanziari “alimentano l’economia globale in modi mai visti primi,” dice Allen Sinai, presidente della società di consulenza newyorchese Decision Economics. Sinai pronostica una crescita economica mondiale superiore al 5 per cento quest’anno, contro il 4,9 per cento stimato ad aprile dal Fondo monetario internazionale. Se la previsione di Sinai dovesse avverarsi, i pronostici del Fmi mostrerebbero un’eccessiva prudenza per il sesto anno filato. “Il peggio è passato”, commenta Chris Varvares, presidente di Macroeconomic Advisers a St. Louis, che si attende un’accelerazione della crescita al 3 per cento nel terzo trimestre, dallo 0,6 per cento del primo, che ha segnato il ritmo più lento degli ultimi quattro anni. “E questo fa brillare le Borse”, aggiunge.