Staminali, piccole società in prima linea con terapie rivoluzionarie

18 Dicembre 2017, di Alberto Battaglia

Alcune terapie a base di cellule staminali, in fase avanzata di sperimentazione, potrebbero presto offrire nuove armi ai pazienti colpiti da ictus e scompensi cardiaci.

 

Per le persone colpite da ictus potrebbe aprirsi una finestra temporale più ampia per intervenire, in seguito all’evento,  allontanando la possibilità di incorre in danni irreversibili: lo dimostrano i test condotti dalla Athersys (fra le prime a ottenere il via libera ai test su pazienti da parte della FDA in questo campo) i cui risultati ampliano tale arco di tempo a 36 ore dall’ictus. Nello studio di Fase II, i pazienti trattati con il programma Multistem di Athersys hanno riscontrato un numero significativamente inferiore di episodi di polmonite, di sofferenza polmonare acuta e di altre gravi complicanze. Il tentativo di estendere la finestra di trattamento alle 48 ore non è andata a buon fine, ma i risultati restano incoraggianti.

 

L’Australiana Mesoblast (valore: circa 500 milioni di dollari), invece, si sta concentrando sull’uso delle staminali per il trattamento delle insufficienze cardiache. La terapia MPC-150-IM, nel dettaglio, punta a mitigare l’insufficienza cardiaca avanzata, una condizione progressiva nella quale il cuore non pompa abbastanza sangue, riducendo l’infiammazione e aumentando il flusso sanguigno. Una singola dose della terapia inietta direttamente al ventricolo sinistro del cuore di 150 milioni di cellule staminali altamente purificate. Nel caso del MPC-150-IM è in corso una sperimentazione di Fase III su 600 pazienti.

 

Athersys e Mesoblast sono fra le società sulle quali Wall Street ha individuato finora “grossi payoff” legati al trattamento di malattie rare e terapie oncologiche. La britannica M&G Investment Management è fra i fondi che hanno scommesso sulla crescita di queste due società con una quota del 14% in Mesoblast e una del 4% in Athersys: “Siamo sicuri che con i progressi in corso, ne varrà la pena”, ha commentato il gestore di M&G Tom Dobell.