Spread Btp Bund, Banca d’Italia dice 200. Missione della Troika ad Atene

5 Settembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: ieri in area Euro sono prevalse le prese di profitto sui listini in attesa della riunione della Bce di giovedì. Lieve calo anche per lo spread di Italia e Spagna.

Secondo un report di Banca d’Italia l’attuale livello di spread italiano è imputabile principalmente all’effetto contagio, mentre se si considerano i fondamentali economici e fiscali il livello si attesterebbe intorno ai 200 pb, ovvero circa la metà del valore attuale.

Dopo la riunione con Monti, Hollande ha dichiarato che Francia ed Italia si impegneranno su tre fronti: 1) applicare le decisioni del consiglio Ue di giugno; 2) risolvere i problemi di Spagna e Grecia; 3) realizzare l’unione bancaria. Hollande ha indicato la riunione dei capi di stato e governo del 18-19 ottobre come quella in cui si dovrà decidere di Spagna e Grecia.

Il presidente francese ritiene ingiustificato il livello dei tassi sui titoli di Spagna e Italia ed esorta così Ue e Bce ad agire per portarli a livelli adeguati. I due leader si incontreranno a Lione a dicembre.

Tra oggi è venerdì è attesa la ripresa della missione della Troika ad Atene che dovrà giudicare l’operato del governo sulle riforme concordate per il piano di salvataggio. Il rapporto dovrebbe essere pronto ad ottobre e solo allora i paesi membri saranno in grado di valutare la possibilità di concedere ad Atene un’eventuale proroga al programma di aiuti.

Oggi è prevista l’emissione del nuovo titolo a dieci anni tedesco fino a 5 Mld€.

Atteso infine l’incontro di Van Rompuy (presidente del Consiglio europeo) ed Hollande.

Negli Usa listini azionari in lieve calo recuperando solo in parte le perdite emerse nel corso della giornata soprattutto dopo la pubblicazione dell’indice Ism manifatturiero di agosto, uno dei principali indici anticipatori che per il terzo mese consecutivo è rimasto nella zona segnalante contrazione. Si tratta della sequenza più lunga dalla fine della recessione del 2009. I segnali di rallentamento hanno comportato una penalizzazione soprattutto del comparto dei titoli collegati alle materie prime.

A mercati chiusi FedEx, il più grande spedizioniere mondiale via aerea, ha rivisto al ribasso il range atteso di utili per azione per il trimestre che si è concluso ad agosto, a causa del rallentamento dell’attività manifatturiera su scala globale. Il titolo nell’after hour ha perso circa il 3%. Continua il rialzo del comparto dei costruttori con il relativo sotto indice che ieri ha segnato un nuovo massimo dal 2008.

Buon andamento invece delle vendite di auto negli Usa ad agosto, al punto che alcuni analisti ipotizzano un volume di vendite di auto su base annuale superiore ai 14 milioni nel 2012, nel qual caso l’anno in corso sarebbe il migliore dal 2007. Sul fronte emergente, l’indice pmi del comparto dei servizi indiano del mese di agosto ha toccato il livello massimo da 6 mesi.

Valute: dopo l’entusiasmo manifestato nei giorni scorsi, euro in deprezzamento vs dollaro. Stamane il cross euro/dollaro si colloca ad 1,2532, con il livello di supporto ad 1,25 mentre quello di resistenza ad 1,257. Cala anche il cambio euro/yen con il cross a 98,28. Il nuovo livello di supporto si colloca a 97,9 mentre quello di resistenza a 98,7. Dollaro in leggera risalita contro yen, pesano le debolezze sui listini asiatici e il pessimismo sull’economia. Continua il deprezzamento del dollaro australiano dopo i dati lievemente peggiori delle attese del Pil del secondo trimestre, che alimenta l’attesa di un imminente taglio del tasso di riferimento della banca centrale australiana che si riunirà il prossimo 2 ottobre.

Materie Prime: giornata piuttosto negativa per le principali materie prime penalizzate dal debole dato sul settore manifatturiero statunitense che ha alimentato i timori di rallentamento dell’economia del paese. Ad eccezione del gas naturale Usa, negativi gli energetici guidati dalla benzina RBOB (-4,9%), su segnali di ripresa della produzione da parte delle raffinerie nel golfo del Messico dopo il passaggio dell’uragano Isaac. Misti i metalli industriali e le commodity agricole. Prosegue la corsa dei preziosi con l’argento che si è portato sopra i 32 $/oncia nonostante il rafforzamento del dollaro.

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