SPIONAGGIO, LA STAMPA: TELECOM ERA IN BUONA COMPAGNIA

17 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 17 apr – Si apre un nuovo filone di inchiesta sulle attività della società fiorentina di investigazioni private Polis d’Istinto di Emanuele Cipriani. Secondo La Stampa l’agenzia del “vecchio amico di Tavaroli finito tra i primi in carcere nell’inchiesta Telecom e attualmente agli arresti domiciliari” spiava non solo per Telecom e Pirelli ma anche per 52 altre società, segnalate in un esposto dalla difesa di Tavaroli. “Si va – scrive Paolo Colonnello – dal Credit Suisse all’Eni, dalla Motorola all’Inter, a Prada. L’elenco è ancora incompleto e viene aggiornato a mano a mano che gli investigatori aprono i file contenuti nel dvd sequestrato nel novembre di due anni fa negli uffici di Cipriani”. “Se il ‘sistema Tavaroli’ funzionava nella società di Tronchetti Provera è vero anche – prosegue il quotidiano – che ad avvalersene attraverso l’efficientissima rete di spionaggio creata da Cipriani erano in tanti. La lente d’ingrandimento della Procura potrebbe adesso allargare il campo anche a questi altri ‘clienti’ e ai loro misteri. Fino a dimostrare l’esistenza di un vero e proprio fenomeno di spionaggio generalizzato e senza esclusione di colpi da cui ben pochi sarebbero immuni. Nel caso ad esempio dell’incarico dato da Credit Suisse Italy Spa, la vittima è Carlo Rienzi, il leader di Codacons, ‘colpevole’ di aver presentato un esposto, a tutela di qualche piccolo cliente, nei confronti della banca svizzera. Ma uno dei dossier più corposi riguarda un lavoro per l’Eni, ‘operazione Usd’, conferito dalla società energetica il 17 febbraio del 2004. È relativo al controllo di diversi personaggi, una cinquantina in tutto, di cui vengono fatte accurate analisi bancarie, collegamenti e partecipazioni societarie, SDI, verifiche all’Inps o alla Motorizzazione”. A quanto se ne sa, finora nei suoi interrogatori Emanuele Cipriani si sarebbe limitato a fornire l’elenco degli “altri clienti” oltre Telecom, che rappresentava comunque la parte in assoluto più importante della sua attività di spionaggio. Secondo l’istanza presentata dai legali di Tavaroli, solo poche di queste società ‘di primaria importanza’ sono state individuate per esteso. Nei file contenuti in cassaforte da Cipriani almeno 32 società erano indicate soltanto con le iniziali.