Spesa alimentare: in Italia tra le più alte, dovremmo sborsare 229 euro in più

30 Maggio 2022, di Alessandra Caparello

Crisi alimentare dietro l’angolo per la comunità internazionale con i silos pieni di grano fermi in Ucraina e il blocco dell’export da parte dell’India. E oltre alla carenza di prodotti alimentari, c’è da segnalare l’aumento dei prezzi.

Spesa alimentare,  a quanto ammontano i rincari

Come rivela uno studio Allianz Trade (Gruppo Allianz), dopo aver assistito a un generale aumento nel 2021 (+31%), si prevede una ulteriore crescita dei prezzi fino a stimare un +23% nel 2022, a causa dell’aumento dei costi delle materie prime come il carburante, l’elettricità e i fertilizzanti. A incidere sui prezzi anche i modesti rendimenti agricoli, che si sono tradotti in basse scorte, e, più recentemente, l’’invasione russa in Ucraina, che ha avuto un impatto non solo sulla fornitura di generi alimentari, come grano e petrolio, ma ha anche prodotto effetti sui prezzi dei prodotti sostitutivi.

Il tutto avrà una ricaduta pesante sui consumatori finali dice Allianz Trade. Nel dettaglio lo studio ritiene che l’inflazione alimentare inciderà sulla spesa del consumatore europeo in media di 243,00 Euro in più, per lo stesso paniere di prodotti alimentari, rispetto al 2021.
Analizzando questo maggior esborso, tra i Paesi presi in analisi, si stima che gli italiani, nel 2022, dovranno mettere a budget 229,00 Euro in più per la spesa alimentare, rispetto al 2021. In Germania si arriverà addirittura a spendere 254,00 Euro in più, in Francia +224,00 Euro, in Spagna +200,00 Euro, mentre, in Polonia l’incremento sarà contenuto a +152,00 Euro.

I produttori di alimenti e bevande dell’Eurozona hanno già provveduto ad apportare rincari in media del +14%, dall’inizio del 2021, con maggiori aumenti riscontrati soprattutto nei prodotti in uso nella vita quotidiana, inclusi oli e grassi (+53%), farine (+28%) e pasta (+19%). Tendenza diversa quella dei prezzi al dettaglio degli alimenti, che hanno registrato solo un modesto +6%; il che significa che i rivenditori hanno per ora trasferito meno della metà dei costi più alti di produzione sui consumatori finali. Gli episodi passati dimostrano, infatti, che quando si è registrata un’elevata inflazione alimentare, l’adeguamento dei costi nei confronti del consumatore finale è avvenuta sempre con un certo ritardo.

Tenuto conto di un aumento generale del costo della vita (carburante, elettricità, affitti, cibo fuori casa, ecc.), è probabile che questo incremento dei costi darà luce a dibattiti su possibili interventi del welfare, per alleviare l’onere nei confronti delle famiglie maggiormente in difficoltà.

“In Italia – afferma Luca Burrafato, Responsabile Paesi Mediterranei, Medio Oriente e Africa per Allianz Trade – tutti i principali beni alimentari acquistati dalle famiglie sono in aumento. La pasta, dal 2021 a oggi, ha segnato il maggior incremento con un +12,5%, olii e grassi sono a +10,3% e le verdure +10%. Seguono, con incrementi appena al di sotto la doppia cifra, la frutta, la carne e le bevande”.

Alessandra Caparello | Wall Street Italia

Associazioni consumatori lanciano la protesta delle pentole vuote

Assoutenti proclama una mobilitazione di piazza in tutte le principali città italiane il prossimo 10 giugno proprio a causa dell’aumento dei prezzi e del carovita. Per far sentire la protesta dei cittadini e richiamare il Governo al dovere di confrontarsi e di intervenire contro rincari e speculazioni, le Associazioni dei consumatori hanno lanciato la “PROTESTA DELLE PENTOLE VUOTE” per il 10 giugno 2022, alle ore 11:00, con raduni e presidi a Roma in P.zza SS. Apostoli e contemporaneamente in tutti i capoluoghi regionali davanti alle Prefetture.

“Inflazione e caro-bollette non solo modificano i comportamenti economici dei consumatori, portandoli a tagliare gli acquisti anche per beni essenziali come gli alimentari, ma producono un danno ingente alla nostra economia, in termini di Pil, occupazione e incidenza della povertà – afferma il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi – Per questo scendiamo in piazza e chiederemo al Governo di riceverci per studiare assieme alle associazioni dei consumatori soluzioni per uscire dall’emergenza”.

L’inflazione nel 2022 ha già raggiunto il 6,5%, come non accadeva dai primi anni ’90, e il previsto rialzo dei tassi d’interesse porterà all’aumento anche delle rate di mutui e prestiti.  I rincari a cui stiamo assistendo hanno avuto finora solo timide reazioni del governo, che si è limitato a misure di carattere emergenziale e temporaneo, come la tassazione sui superprofitti delle società dell’energia, gli sgravi parziali per alcune imprese e la riduzione degli oneri fiscali sulle bollette, ma rinviando i necessari interventi di carattere strutturale che da tempo rivendichiamo per arginare una crisi che si prospetta non di breve periodo.

La pentola vuota è il simbolo delle difficoltà economiche delle famiglie che in questo momento faticano ormai a soddisfare bisogni essenziali, come mettere insieme quotidianamente il pranzo con la cena. Sono state invitate a partecipare alla manifestazione di protesta le Organizzazioni sindacali e datoriali, il mondo del Terzo settore e del Volontariato sociale, le associazioni ambientaliste e studentesche.