Spectrum Markets: verso la vetta dei mercati dei prodotti strutturati

17 Settembre 2020, di Redazione Wall Street Italia

Spectrum Markets continua a crescere ed è ormai nella top ten dei mercati europei con il maggior numero di scambi nel mondo dei prodotti strutturati. Infatti, la borsa pan-europea per strumenti certificati ha raggiunto la soglia del primo milione di operazioni finalizzate dal suo lancio nell’ottobre del 2019. La crescita media mensile è stata del 16% e, in media, il 72% degli strumenti disponibili nel mercato è stata scambiata, un numero che riflette una efficiente concentrazione della liquidità.

Per meglio comprendere le ragioni del successo e la curiosità che questo mercato sta suscitando in tanti investitori, abbiamo chiesto a Christophe Grosset, executive sales, di raccontarci che cos’è Spectrum e quali sono i suoi vantaggi.

“Per sintetizzare, Spectrum è il futuro. Infatti, negli ultimi dieci anni, si è cambiato radicalmente il modo di interagire con la banca o con il proprio consulente finanziario e si è arrivati a strumenti di investimento sempre più evoluti e personalizzati. Se dal lato degli intermediari finanziari e delle case prodotto – prosegue il manager – si è visto un forte impulso verso l’innovazione, non possiamo dire lo stesso dei mercati, le cui dinamiche operative risultano impermeabili al cambiamento. Spectrum si propone di essere e farsi veicolo di innovazione nel ramo degli investimenti per l’investitore individuale in certificates e in altri strumenti strutturati, grazie a un dialogo attivo con i partecipanti all’industria che ambisce a dare risposte attive alle esigenze in termini di accessibilità, flessibilità e trasparenza degli intermediari finanziari e dei loro clienti”.

Una storia recente ma fatta di innovazione e crescita non solo in termini di volumi poiché, come ci ricorda Grosset, “Spectrum è nato ufficialmente nell’ottobre del 2019, regolamentato dalla BaFin e allineato a Mifid2. Spectrum è il mercato pan-europeo dove gli investitori possono negoziare certificates attraverso i loro broker o intermediari di fiducia.
Dal suo lancio, i prodotti sono disponibili in dieci paesi europei simultaneamente: Italia, Germania, Francia, Spagna, Svezia, Norvegia, Paesi Bassi, Irlanda, Finlandia e Belgio”.

Certo un nuovo operatore che voglia imporsi sulla scena europea deve essere un innovatore dei mercati e questo infatti è stato il primo obiettivo di Spectrum. “Questa nuova Borsa utilizza un sistema unico ad architettura aperta.
Questo permette agli investitori di operare avendo a disposizione una scelta più ampia, con maggiore controllo e stabilità.
Gli stessi certificates sono disponibili in tutta Europa e sono negoziabili 24 ore su 24 per 5 giorni alla settimana.
Spectrum garantisce cosi un livello di liquidità ineguagliabile sull’intera gamma di strumenti e, grazie a una tecnologia all’avanguardia, gestisce gli ordini in maniera rapida e sicura”.

Non solo perché, come ci ricorda Grosset “La flessibilità e la trasparenza che contraddistinguono Spectrum hanno visto una prima piena realizzazione nel lancio delle emissioni infragiornaliere, le quali rendono disponibili nuovi strumenti di investimento in una manciata di minuti.
L’importanza di avere a disposizione questa funzionalità si è resa palese durante la forte volatilità di aprile. Prendiamo come esempio i certificates turbo, in cui il livello barriera può essere infranto in qualsiasi momento della seduta.
Grazie alle emissioni intraday, Spectrum ne permette la sostituzione automatica in pochissimi minuti, istantaneamente, in dieci paesi europei contemporaneamente. In precedenza, se si escludono emissioni strettamente dedicate a Germania e Svizzera, gli investitori dovevano aspettare il giorno successivo prima di avere accesso a nuovi certificati.
Questo ha rappresentato un primo assaggio delle enormi potenzialità offerte da una Borsa davvero dinamica e in costante dialogo con i suoi partner”.

Uno degli aspetti più delicati e a cui gli investitori sono sicuramente (e giustamente) più attenti, è quello dei costi. Innovazione sì, ma a che prezzo?
“Spectrum vuole mettere a disposizione dell‘industria l’infrastruttura che serve. D’altronde si può avere una macchina meravigliosa, ma se non si ha la giusta strada su cui correre non si esprimerà mai a pieno. Pensiamo a una Ferrari su una sterrata di montagna.
Si è parlato di dinamismo, trasparenza, sicurezza, accessibilità. Tutti elementi ai quali dobbiamo aggiungere l’attenzione verso l’investitore. Spectrum adotta un modello equilibrato, che non carica alcun costo al consulente o all’intermediario, limitandosi ad applicare commissioni di negoziazione al produttore dello strumento. In tal modo si rimette al centro la figura dell’investitore”.

Ecco come si spiegano i numeri che Spectrum continua a segnare progressivamente da quando è nata come ci ricorda il manager “A partire dal lancio a ottobre dello scorso anno, Spectrum ha continuato a registrare una progressiva e costante crescita dei volumi scambiati.
Nonostante sia notoriamente un periodo a volumi ridotti, agosto si è chiuso con 27,3 milioni di strumenti passati di mano, segnando la strada che ha portato a superare, nella prima settimana di settembre, l’importante traguardo dei 250 milioni di certificati scambiati, a soli cinque mesi dall’abbattimento della soglia dei 100 milioni avvenuto in aprile.
Si è confermata particolarmente rilevante, inoltre, la quota di scambi oltre l’orario tradizionale (ovvero tra le 17:30 e le 9:00) che è stata del 37,7%”.