Spagna travolta dalla disoccupazione, e la situazione peggiora

3 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Non solo deficit superiore alle stime. Gli ultimi dati che arrivano dalla Spagna sono di nuovo preoccupanti e mettono in evidenza tutta la debolezza dei fondamentali economici del paese, ora sotto l’egida di un nuovo governo.

Il Ministero del Lavoro ha infatti comunicato che la disoccupazione, nel paese, è salita per il quinto mese consecutivo, e che il numero delle persone registrate per beneficiare dei sussidi, dunque i disoccupati, è pari a 4,42 milioni di unità. Si tratta di un nuovo record dal 1996. In generale, il tasso di disoccupazione testa il massimo dagli inizi della crisi del 2008 e si attesta – dati terzo trimestre – al di sopra del 20%, dunque al livello più alto in Europa.

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Nel corso del 2011, il deficit della Spagna potrebbe aver superato l’8%, target fissato dal nuovo governo di centro-destra. E’ quanto ha riferito lo stesso ministro dell’economia spagnolo, Luis de Guindos, in un’intervista a radio Cadena Ser citata da Bloomberg.

Solo la scorsa settimana il nuovo governo di Madrid aveva peggiorato le stime rispetto all’obiettivo di un Deficit-Pil al 6%. Il nuovo piano di austerity da 15 miliardi, ha spiegato il ministro, e’ percio’ “un atto di responsabilita’ per evitare al Paese una situazione insostenibile”.

La notizia del peggioramento del deficit spagnolo era stata resa nota dal nuovo esecutivo già nella giornata di venerdì. Il ministro è tornato oggi a parlare del problema che, se ignorato dai media, non è stata certo snobbata dal rapporto tra l’euro e il dollaro. La moneta unica continua a soffrire, tra le altre cose, anche sulla scia di questa dichiarazione.

Olli Rehn, vice presidente della Commissione europea e commissario europeo agli Affari economici e monetari, ha così commentato la notizia relativa alla Spagna: “Sono deluso dal significativo peggioramento delle stime” relative al deficit all’8%, rispetto al 6% inizialmente reso noto; detto questo, Rehn dà fiducia alla capacità del nuovo governo di mettere in atto le misure di austerity decise.