Spagna: le banche saranno costrette a chiedere aiuti esterni

di Redazione Wall Street Italia
3 Aprile 2012 17:15

New York – La Spagna non sarà la prossima Grecia. La pensa così il think-tank britannico Open Europe che, alla luce della manovra da 27 miliardi annunciata pochi giorni fa dal governo guidato dal Mariano Rajoy, lancia un messaggio in parte rassicurante sul futuro dell’economia iberica.

La Spagna – scrivono in uno studio pubblicato oggi – rimane un’economia seria e diversificata, con un’amministrazione e infrastrutture relativamente buone. Tuttavia – continuano gli esperti –l’esposizione sempre più evidente delle sue banche verso prestiti potenzialmente tossici, la difficoltà di contenimento della spesa pubblica e il rischio che le riforme raggiungano gli obiettivi desiderati in tempi più lunghi del previsto, sollevano seri interrogativi sulla sua capacità di superare la crisi in assenza di aiuti esterni.

Tra i maggiori pericoli, gli esperti citano lo stato di salute malandato del sistema bancario. “Un prestito su cinque concesso dalle banche al settore immobiliare è al momento considerato come potenzialmente tossico. Una situazione che potrebbe peggiorare, in presenza di un’ulteriore contrazione dei prezzi delle case. In caso di gravi perdite – aggiungono – non è inoltre chiaro se lo stato spagnolo sarà in grado di ricapitalizzare i suoi istituti di credito o se, per evitare il default, dovrà far ricorso al sostegno dell’Europa, aggravando ancora di più il carico imposto ai contribuenti del Vecchio Continente “.

“Il governo spagnolo – concludono – merita fiducia per le riforme strutturali che ha intrapreso. Ma ulteriori riforme, soprattutto nel mercato del lavoro, risultano quanto mai urgenti se Madrid vuole assicurarsi un futuro all’interno della zona euro”.