Spagna chiederà 207 miliardi euro. Ma ora Merkel ha paura

2 Ottobre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Continuano ad accavallarsi le indiscrezioni sulle imminenti mosse della Spagna, che sarebbe pronta a chiedere aiuti per 207,2 miliardi di euro (leggere sotto articolo con cui Wall Street Italia ha anticipato la notizia in esclusiva per l’Italia). Fonti europee sentite da Reuters ritengono che la richiesta avverrà nel prossimo week end. “Gli spagnoli hanno esitato un po’, ma ora sono pronti a chiedere aiuto – ha affermato una fonte senior europea. Altre tre fonti dell’Eurozona hanno confermato che Madrid è pronta a compiere il grande passo.

Tuttavia, ora la Germania indica che la Spagna dovrebbe attendere prima di lanciare l’appello. E questo perchè, sempre secondo voci di mercato, la cancelliera tedesca Angela Merkel preferirebbe evitare di presentare a un parlamento tedesco sempre più riluttante altri piani di bailout individuali.

“Non ha senso inviare piani sulla Grecia, Cipro e possibilmente per la Spagna alla Bundestang uno per uno – ha detto una fonte tedesca – Mentre invece avrebbe senso, politicamente parlando, presentare una richiesta unica” per i diversi paesi. Già nella riunione dei ministri dell’Eurozona che si è svolta a Cipro a metà settembre, il ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble ave affermato che Berlino non avrebbe sopportato un finanziamento a favore della Spagna, dopo che i parlamentari avevano dato l’ok a luglio, per aiutare le banche iberiche con finanziamenti fino a 100 miliardi di euro.

E a proposito di banche, arriva l’allarme di Moody’s, che afferma che gli istituti finanziari iberici potrebbero vedere il proprio fabbisogno di capitale salire fino a 105 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto a quanto atteso dal governo la scorsa settimana. Di fatto, secondo l’agenzia di rating, le banche spagnole avrebbero bisogno di una iniezione di capitale tra 70 miliardi e 105 miliardi di euro, al fine di assorbire le perdite e permettere ai capital ratio di mantenersi al di sopra della soglia fissata dalla legge lo scorso anno. Si tratta di una cifra ben più alta dei 53,7 miliardi di euro di necessità individuati dal governo con i suoi stress test.

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NEW YORK – 29 SETTEMBRE (WSI) – Drammatica svolta in Europa, la Spagna chiedera’ nel 2013 prestiti per 207,2 miliardi di euro, cioe’ dovra’ indebitarsi per questa cifra emettendo bond. Madrid sta quindi per aumentare a dismisura il proprio debito pubblico, come ha annunciato oggi il ministro del bilancio spagnolo. Il premier Mariano Rajoy, uomo di fiducia di Bruxelles come lo e’ Mario Monti per l’Italia, e’ adesso spinto a chiedere il salvataggio all’ESM invece di finanziarsi sul mercato tramite emissione troppo onerosa di bond.

Il test Spagna, secondo la maggior parte degli osservatori, nonostante i dinieghi ufficiali sara’ seguito in un secondo momento dall’Italia, il vero pericolo per il mercato globale, poiche’ Roma ha un debito pubblico di circa 2 trilioni di euro, oneri finanziari superiori ai 100 miliardi annui, mentre il paese e’ in piena recessione e i consumi sono crollari al livello degli anni ’70.

Secondo l’annuncio del ministro del bilancio Cristobal Montoro il debito pubblico della Spagna salira’ nel 2013 al nuovo record storico del 90,5% del Pil (prodotto interno lordo) per consentire allo stato di assorbire i costi di salvataggio delle banche, il sistema energetico in bancarotta e gli impegni per gli altri salvataggi richiesti dalla Ue per i paesi PIIGS gia’ in bancarotta, cioe’ Grecia, Irlanda e Portogallo (PIIGS sta per Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna).

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Il deficit di bilancio della Spagna quest’anno sara’ del 7,4% rispetto al Pil, ha confermato il ministro Cristobal Montoro in una conferenza stampa tenuta sabato a Madrid. Tutti ricordiamo i parametri stabiliti da Maastricht, in cui il limite massimo consentito ai paesi Ue, per il deficit di bilancio, era 3,0%.

Il piano spagnolo di aumentare ulteriormente il debito pubblico testera’ la volonta’ o meno degli investitori di continuare a finanziare il governo della Spagna, con la Banca Centrale Europea pronta a comprare il debito del paese iberico nel caso che il premier Rajoy acconsenta alle condizioni sottostanti.

Il sistema bancario della Spagna ha bisogno subito di un’infusione di capitali di ulteriori 59,3 miliardi di euro per coprire le perdite derivanti dal settore immobiliare, stando alle valutazioni sia della Banca di Spagna sia del ministero dell’Economia. “Madrid dovra’ ricorrere probabilmente a ritirare 40 di questi quasi 60 miliardi dall’ESM” ha detto il vice-ministro dell’Economia Fernando Jimenez Latorre.

Il bond a 10 anni della Spagna ha registrato una crescita dei prezzi e un calo dei rendimenti al 5,94% il 28 settembre in base ai rumor sul mercato che danno per quasi certa la richiesta di un salvataggio da parte della Spagna. Anche il CDS a 5 anni della Spagna (credit default swaps, cioe’ il costo per assicurare il debito da un default) e’ sceso del 25% da agosto.

[ARTICLEIMAGE] La maturita’ media dei bond emessi dalla Spagna per finanziare il debito pubblico calera’ secondo i calcoli a 5,8 anni rispetto a 6,3 alla fine del 2012, il che significa che si abbreviano le scadenze. Secondo Bloomberg la vendita netta di debito raggiungera’ un totale di 48 miliardi di euro, con 159,2 miliardi di emissioni usate per rimpiazzare bond in scadenza che maturano l’anno prossimo.

La cifra di 207,2 miliardi di debito che dovra’ essere coperta da emissioni di bond nel 2013 comunicata dal ministro del bilancio va raffrontata con una previsione di 192 miliardi di euro per il 2012 fatta l’anno scorso a quest’epoca. La Spagna per adesso ha venduto sul mercato bonos per un totale di 145,4 miliardi.

Ma adesso il primo ministro Rajoy sta valutando se le condizioni imposte dalla Ue per un salvataggio sono un prezzo accettabile da pagare per abbassare il salasso degli interessi sul debito che il ministro del bilancio Montoro stima cresceranno del 34% a 38,6 miliardi di euro senza un intervento dell’Europa. Il momento e’ molte delicato e viene analizzato con attenzione in tutto il mondo finanziario perche’ quello della Spagna sara’ il test sul quale poi si impostera’ il successivo probabile salvataggio dell’Italia.

Un passaggio significativo della conferenza stampa di Montoro e’ il seguente: “Noi non siamo nell’euro per finanziarci a questi tassi d’interesse”, ha detto il ministro. “Questi differenziali nel premio di rischio (cioe’ lo spread) non hanno alcun senso in un’unione monetaria. Appena il mercato realizzera’ che gli istituti sono solidi, allora ci sara’ un allentamento”.