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SpaceX prepara la più grande Ipo della storia: raccolta attesa fino a 75 miliardi di dollari

SpaceX si prepara a riscrivere la storia di Wall Street. La società aerospaziale fondata da Elon Musk ha presentato i documenti per la quotazione al Nasdaq e punta a realizzare quella che potrebbe diventare la più grande Ipo mai vista negli Stati Uniti.

Secondo le indiscrezioni di mercato, la società mira a raccogliere circa 75 miliardi di dollari, una cifra superiore di oltre tre volte rispetto all’attuale record detenuto da Alibaba Group, che nel 2014 aveva raccolto 22 miliardi di dollari nel debutto a New York. L’operazione segnerebbe un passaggio storico non solo per il settore spaziale ma anche per il mercato azionario americano, che negli ultimi anni ha registrato un rallentamento delle nuove quotazioni a causa dell’aumento dei tassi d’interesse, dell’inflazione elevata e della minore propensione al rischio da parte degli investitori.

SpaceX: un colosso da oltre mille miliardi di dollari

Fondata nel 2002 da Elon Musk, SpaceX è diventata nel tempo la più grande società spaziale privata al mondo grazie allo sviluppo dei razzi riutilizzabili e alla crescita della rete satellitare Starlink. Secondo gli analisti, il gruppo potrebbe arrivare alla quotazione con una valutazione superiore a 1.000 miliardi di dollari, diventando la prima società americana a sbarcare in Borsa con una market cap a dodici zeri fin dal debutto.

La società prevede di quotarsi al Nasdaq con il ticker “SPCX” e sarà presente anche sul nuovo Nasdaq Texas, coerentemente con la scelta di trasferire il quartier generale a Starbase, in Texas.

I numeri mostrano la rapidissima espansione del business. Nel 2025 SpaceX ha registrato ricavi per 18,67 miliardi di dollari, trainati soprattutto dal business di Starlink, il servizio satellitare per la connessione internet globale. Tuttavia la società ha chiuso l’ultimo esercizio con una perdita di circa 4,9 miliardi di dollari, dovuta al forte incremento degli investimenti. Le spese in conto capitale sono quasi raddoppiate, raggiungendo 20,7 miliardi di dollari nel 2025. L’anno precedente, nel 2024, SpaceX aveva invece riportato un utile di circa 791 milioni di dollari.

La quotazione di SpaceX arriva in una fase in cui Elon Musk sta cercando di costruire un ecosistema integrato tra spazio, intelligenza artificiale e semiconduttori. Recentemente SpaceX ha acquisito xAI, startup specializzata nello sviluppo di tecnologie AI. Anche se la divisione continua a registrare perdite, la società considera l’intelligenza artificiale uno dei principali driver strategici per il futuro.

Parallelamente è stata annunciata una collaborazione con Tesla per la costruzione di un impianto avanzato dedicato alla produzione di chip. Nel prospetto depositato presso la SEC, SpaceX stima un mercato potenziale complessivo da 28.500 miliardi di dollari nelle aree in cui opera. Di questi, ben 26.500 miliardi sono collegati all’intelligenza artificiale: 22.700 miliardi deriverebbero dalle applicazioni AI per le imprese, 2.400 miliardi dall’infrastruttura tecnologica, 760 miliardi dagli abbonamenti consumer e 600 miliardi dalla pubblicità digitale. A questi si aggiungono 1.600 miliardi di dollari legati alla connettività attraverso Starlink e altri 370 miliardi collegati ai servizi spaziali.

Il ritorno delle mega Ipo a Wall Street

Gli investitori guardano all’IPO di SpaceX come a un possibile punto di svolta per il mercato delle quotazioni tecnologiche negli Stati Uniti. Dopo il boom del 2020 e del 2021, il mercato IPO ha rallentato drasticamente. Molte società tech hanno preferito restare private grazie all’abbondante disponibilità di capitali raccolti nei round di finanziamento. Aziende come Stripe e Databricks hanno rinviato più volte il debutto in Borsa, mentre OpenAI e Anthropic continuano a crescere con valutazioni elevate pur restando private.

La quotazione di SpaceX potrebbe quindi riaccendere l’interesse degli investitori verso il comparto tecnologico e l’AI, soprattutto dopo il debutto recente di Cerebras Systems, considerata la più importante IPO tech dai tempi di Uber Technologies.

Struttura dual class e controllo saldo a Musk

Come molte grandi società tecnologiche statunitensi, anche SpaceX adotterà una struttura azionaria dual class. Le azioni di classe B avranno dieci voti ciascuna, mentre quelle destinate al mercato avranno un solo voto. In questo modo Elon Musk manterrà circa l’85,1% dei diritti di voto complessivi, consolidando il controllo sulla società anche dopo la quotazione.

Secondo indiscrezioni riportate dai media finanziari americani, il roadshow con gli investitori potrebbe partire il 4 giugno, mentre il debutto sul Nasdaq sarebbe previsto già intorno al 12 giugno. A guidare il collocamento sarà Goldman Sachs insieme ad altre grandi banche d’affari come Morgan Stanley, JPMorgan Chase, Citigroup e Bank of America. Secondo gli analisti di Wedbush Securities, la quotazione di SpaceX rappresenta “la più grande IPO nella storia dei mercati azionari”, grazie al posizionamento della società in due dei settori considerati più strategici per i prossimi decenni: spazio e intelligenza artificiale.

Gli stessi analisti ipotizzano inoltre che, una volta completata la quotazione, Musk possa valutare una futura integrazione tra Tesla e SpaceX, rafforzando ulteriormente il proprio ecosistema tecnologico legato all’AI, alla mobilità e alle infrastrutture spaziali.