Sofferenze, nodi più importanti stanno per essere sciolti

12 Settembre 2016, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Per superare il problema dei Non performing Loans, i singoli paesi devono fare la loro parte. A dirlo Daniele Nouy, capo dell’organo di supervisione bancaria della Bce, la Vigilanza unica europea.

“Al di là delle banche ritengo che alcuni Paesi possano migliorare ulteriormente la loro cornice legale e giudiziaria per facilitare lo smaltimento tempestivo dei non performing loans”.

Secondo il numero uno della Vigilanza unica europea le raccomandazioni alle banche e le buon pratiche individuate costituiscono una base solida affinchè i supervisori bancari possano valutare la gestione dei crediti deteriorati, visto che l’Eurotower non ha poteri illimitati. E l’Italia come è messa? A dare una fotografia generale della situazione italiana è Antonella Pagano, country manager di Lindorff Italia intervistata da MonitoriImmobiliare.

I nodi più importanti da sciogliere nel mercato italiano dei crediti deteriorati – secondo la Pagano – sono il divario tra domanda e offerta e lo stock di sofferenze che appare in costante aumento dal 2008.

“L’ostacolo all’accelerazione del processo di dismissione è il famigerato gap tra domanda e offerta, che oltre a determinare un effetto immediato a conto economico ha anche effetti sui modelli interni di calcolo delle banche delle lgd (loss given default, ndr), con conseguente impatto anche sulla valutazione del portafoglio residuo delle banche e sulle nuove generazioni di npl. Lo stock di sofferenze si è stratificato nel corso degli anni (in costante aumento dal 2008) e non è pensabile risolverlo in pochi mesi e con un unico approccio a fronte di una realtà diversificata da banca a banca. E’ tuttavia importante delineare delle soluzioni coerenti e strutturate che portino alla valorizzazione per le banche e gli altri stakeholder un giusto mix di cessione, outsourcing e rafforzamento delle strutture interne di gestione. E’ più facile a dirsi che a farsi, ma tutto parte da una attenta ricognizione del problema”.