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E’ durata pochi minuti l’escursione in territorio positivo dell’indice delle Blue Chip, sopraffato da prudenza e realizzi di profitto. Nasdaq tiene i guadagni pur facendo un passo indietro.
Tradepoint ha concluso un accordo di collaborazione con GL Trade, una softwarehouse appena sbarcata sul Nuovo Mercato di Parigi e specializzata nello sviluppo di programmi per le contrattazioni online.
Le attese per le le manovre della Bce e i realizzi sulle corse della scorsa settimana, avevano portato in negativo gli indici del Vecchio Continente. Ora il recupero del Nasdaq aiuta l’Europa a limare le perdite e Parigi è sulla parità.
Il tabellone elettronico ha progressivamente rafforzato le posizioni e l’indice delle Blue Chip ha invertito la tendenza e si e’ adeguato. Rimane in rosso, con una cessione frazionale, il solo indice S&P’s 500, il cosiddetto indice allargato.
Il Comune di Milano è disposto a scendere sotto il 51% nel capitale della sua multiutility. Entro l’estate, infatti, potrebbe essere quotata una seconda tranche dell’azienda energetica se ci sarà la riforma dei servizi pubblici locali.
A circa un’ora dall’apertura delle contrattazioni, tutti i principali indici di borsa riducono sensibilmente le perdite iniziali con Nasdaq e Russell 2000 che riescono a girare in positivo.
Salgono a 12 i consiglieri della casa automobilistica torinese. Torna infatti Renato Ruggiero, che ricoprì l’incarico dal 1991 al 1995, e nel Cda entra anche il giurista Flavio Cotti. Esce, invece, Frank Riboud.
Via libera nel nostro Paese all’operazione paneuropea che si concludera’ il 15 giugno prossimo. Si tratta di 200 milioni di azioni ordinarie. Non e’ previsto un quantitativo minimo per il mercato italiano.
Il gruppo energetico italiano ha siglato con il governo iraniano un accordo di massima per una commessa petrolifera del valore di $600 milioni(circa 1.230 miliardi di lire). Il titolo a Milano perde però l’1,36%.
L’assemblea degli azionisti ha deliberato l’aumento del capitale nell’arco di cinque anni, attraverso l’emissione di nuove azioni (per un massimo di 300 miliardi nominali) e obbligazioni anche convertibili (500 miliardi).