Società pagina 9185
A circa due ore dall’apertura delle contrattazioni a New York, i futures sugli indici si presentano contrastanti. A giudicare dal valore attuale dei contratti, l’apertura di borsa si preannuncia incerta.
Per il presidente della Bce ciò avverrà certamente nel corso del prossimo anno. Si stima un aumento del pil della zona euro pari al 3%, cosa che farà aumentare l’occupazione. La Banca centrale europea sosterrà lo sviluppo.
L’aumento del prodotto interno lordo è stato pari all’1% rispetto al trimestre precedente, e al 3% nei confronti di quello dell’anno prima. Le famiglie, secondo l’Istat che ha diffuso il dato, hanno ripreso a consumare.
Entro 12 mesi la nuova società chiederà la quotazione autonoma a Piazza Affari, come ha rivelato il presidente della ex municipalizzata Fulvio Vento. In Borsa il Gruppo piemontese guadagna, l’azienda romana perde terreno.
L’istituto di credito acquista il 10% della società di telefonia fissa, specializzata nei servizi telefonici, in dati e Internet per piccole e medie imprese. L’ingresso avverrà con una prima quota del 5%, ampliabile fino al 10%.
La Borsa italiana è sostanzialmente ferma, con appena mezzo punto percentuale di rialzo. Fiat in crescita in attesa di conoscere maggiori dettagli sull’accordo con l’italo-spagnola Acea Telefonica.
Ovunque il denaro si riversa sui due comparti. Lo dimostra la forte crescita, per esempio, di Philips a Amsterdam, Stmicroelectronics a Parigi, Ericsson a Stoccolma, Vodafone a Londra, Telefonica a Madrid.
Alle 11 ora italiana si riduce il guadagno degli indici Mibtel e Mib30 che segnano, rispettivamente, +0,45 e +0,52%. Forte attività sui telefonici dopo gli ultimi accordi; rimane la tensione sul titolo Eni.
Attesa, questa mattina, per l’ufficializzazione dell’acquisto del Gruppo canadese da parte delle due francesi. Il colosso delle telecomunicazioni realizzerà un giro di affari prossimo ai 65 miliardi di dollari.
Nella bozza delle conclusioni l’argomento è tra quelli prioritari. Stabilita fra l’altro la data limite del 2000 per la riduzione dei costi di accesso a Internet, attraverso la liberalizzazione dell’ultimo miglio.