Economia

Società finanziarie: intelligenza artificiale e cybersecurity tra le priorità strategiche

Il settore dei servizi finanziari continua a guardare al futuro con fiducia, pur in un contesto globale sempre più complesso. Tra tensioni geopolitiche, nuove barriere commerciali e il costante aumento delle minacce informatiche, le imprese del comparto stanno rivedendo strategie e modelli operativi senza rinunciare a individuare opportunità di crescita.

È quanto emerge dal report Financial Futures: Leading through disruption, pubblicato dallo studio legale internazionale DLA Piper, che offre una fotografia aggiornata delle principali tendenze del settore.

Servizi finanziari: un settore resiliente di fronte all’incertezza

Nonostante lo scenario globale sia caratterizzato da instabilità, il sentiment generale rimane positivo. Il report evidenzia come le aziende finanziarie stiano ormai considerando la “discontinuità” non più come un’eccezione, ma come una nuova normalità. Questa consapevolezza ha spinto molte realtà a rafforzare la propria resilienza, puntando su modelli operativi più flessibili e capaci di reggere anche in contesti prolungati di incertezza. Le tensioni geopolitiche, i cambiamenti normativi e le restrizioni commerciali sono oggi fattori strutturali con cui le imprese devono convivere.

In questo scenario, cresce anche l’attenzione alla gestione del rischio, con una maggiore integrazione di compliance e governance nei processi decisionali.

I numeri del report: ottimismo e trasformazione

Lo studio si basa su un’indagine condotta su quasi 800 senior decision maker di istituzioni finanziarie globali – tra cui banche, gestori di fondi, fintech e operatori delle infrastrutture di mercato – con ricavi che vanno da 10 milioni a oltre 10 miliardi di dollari. I dati mostrano un quadro complesso ma dinamico:

  • l’83% degli intervistati si dichiara ottimista sulle prospettive di breve termine (12-24 mesi), nonostante le pressioni geopolitiche;
  • l’89% segnala che le barriere commerciali hanno avuto un impatto diretto sulle operazioni, mentre circa un terzo evidenzia effetti su investimenti e flussi di capitale;
  • l’adozione dell’intelligenza artificiale continua a crescere: il 66% delle aziende investe nelle tecnologie necessarie (in aumento rispetto al 64% del 2024) e il 58% offre programmi di formazione dedicati (dal 51% nel 2024);
  • quasi la metà dei dirigenti indica le sfide legate alla compliance come un fattore di forte impatto sul business, in aumento rispetto all’anno precedente;
  • sul fronte della sostenibilità, meno di un quarto degli intervistati la considera oggi un driver critico (in calo rispetto al 58% del 2024), ma l’82% ha comunque aumentato gli investimenti nel 2025;
  • la principale criticità resta il ritmo dei cambiamenti normativi in materia di sostenibilità, indicato dal 51% degli intervistati (in crescita rispetto al 39% del 2024).

Intelligenza artificiale e compliance al centro delle strategie

Uno degli elementi più rilevanti emersi dal report riguarda il ruolo dell’innovazione tecnologica, in particolare dell’intelligenza artificiale. L’aumento degli investimenti e della formazione interna dimostra come le aziende considerino queste tecnologie non solo un’opportunità, ma una leva strategica indispensabile per restare competitive. Allo stesso tempo, cresce il peso della compliance. L’evoluzione normativa, spesso rapida e frammentata tra diverse giurisdizioni, rappresenta una delle principali sfide operative. Le imprese sono quindi chiamate a integrare sempre più strettamente gli aspetti regolatori nelle proprie strategie.

Sostenibilità: meno percepita, ma più finanziata

Un dato apparentemente contraddittorio riguarda la sostenibilità. Se da un lato diminuisce la percentuale di chi la considera un fattore di forte impatto immediato, dall’altro aumentano in modo significativo gli investimenti. Questo suggerisce un cambio di approccio: la sostenibilità non è più vista solo come una pressione esterna, ma come un elemento strutturale da integrare nel lungo periodo, anche se il quadro normativo resta complesso e in continua evoluzione.