Snowflake: debutto boom al Nyse. Buffett incassa $800 milioni in un giorno

17 Settembre 2020, di Mariangela Tessa

Debutto stellare a Wall Street per Snowflake, società californiana attiva nel cloud computing. A fine seduta,  le azioni della società, che ha fatto il suo esordio sul parterre del NYSE con un prezzo di collocamento di 120 dollari, hanno chiuso le contrattazioni con quotazioni più che raddoppiate (+111% a 254 dollari).

In una fase di correzione dei titoli hi-tech, il collocamento di  Snowflake ha riscosso grande interesse tra gli investitori già dalle prime battute. La decisione di sbarcare in Borsa ha persino attratto l’interesse del celebre finanziere Warren Buffett, che raramente investe nelle Ipo (l’ultima volta risaliva al 1956 per l’Ipo di Ford).

Buffett ha infatti accettato di prendere, tramite la Berkshire Hathaway, una partecipazione nelle azioni di classe A in un collocamento privato, per un valore di 250 milioni di dollari. Berkshire ha poi aggiunto al suo bottino altre 4,04 milioni di azioni ordinarie acquistate in una successiva transazione dall’ex ceo Bob Muglia.

Una decisione che si è rivelata quanto mai azzeccata, visto che nel primo giorno di contrattazione l’oracolo di Omaha ha visto raddoppiare il suo investimento iniziale, fino a guadagnare 800 milioni di dollari.

Questa settimana è la più affollata per le Initial pubblic offering nella Borsa americana da maggio 2019, quando avvenne la quotazione di Uber. Fino a venerdì sono in calendario 12 deal con una raccolta prevista di 6,8 miliardi.

Ipo da record

L’Ipo della cloud company, nata nel 2012 in California, è diventata la più importante in termini di valore sul mercato americano nel 2020 e la prima di sempre per una società di software.

Il prezzo di collocamento peraltro è stato superiore alle previsioni della società interessata, che aveva puntato su un target compreso tra 100 e 110 dollari.

Nell’ultimo anno fiscale terminato il 31 gennaio, i ricavi di Snowflake hanno avuto un rialzo del 173,9%, a 264,7 milioni di dollari, mentre le perdite sono raddoppiate a 384,5 milioni. Il venture capital Sequoia prima della quotazione aveva in mano l’8,4% del capitale della società.