Smart working ed impiego, come cambieranno le abitudini di tutti noi

9 Giugno 2020, di Redazione Wall Street Italia

di Gabriele Burgio, amministratore delegato di Alpitour

Smart working, parola di moda che tutti abbiamo imparato a conoscere in queste ultime settimane. Molte aziende, nelle interviste con i massimi responsabili, ne fanno quasi un vanto.
La nostra società ha raggiunto il 90% di Smart working, in 5 anni potremo gestire le nostre attività con una percentuale crescente di lavoro da casa e via di seguito.
Infatti questa forma intelligente (Smart) di lavorare (working) è la grande novità e sembra la soluzione di tutti i mali.

Vediamone gli effetti pratici.
Quando cominciammo qualche anno fa in Alpitour l’idea, molto apprezzata da tutti, era di aiutare sopratutto le donne, con impegni familiari , a meglio conciliare la vita personale con la professionale.
In molti casi la distanza casa ufficio poteva sommare a anche una ora per tratta, togliendo più di due ore di viaggio alla vita, oltre ai costi di trasporto ed ai ritardi quasi normali nelle stagioni invernali. Tante funzioni si prestano molto bene ad una attività da remoto, si dotarono i domicili di ordinatori, di Wi-Fi e la stazione di lavoro a casa era pronta.
Il virus, con le molteplici difficoltà di incontri fisici, di condividere spazi di uffici e di ascensori, ha accelerato lo Smart working.
Le imprese stanno ragionando su un futuro di 25% di SW con effetti tipo onda lunga di importanti conseguenze.
Possiamo considerare una riduzione di traffico e di commuting. Minor uso di trasporto privato con conseguenze di minori consumi di carburanti, di pedaggi autostradali, di minore vendita di biglietti ferroviari, autobus e taxi.
La minore presenza di occupazione dei centri direzionali creerà minori vendite di bar, ristoranti e mense.
Vedremo una riduzione di impiego in tutti questi servizi e forse un ridimensionamento della varietà e della quantità dei servizi offerti.

Lo Smart working ha bisogno però di spazio nei domicili, per un periodo ridotto in una situazione di emergenza tutti si sono organizzati ma nel caso di una necessità permanente gli alloggi dovranno essere più grandi, se poi come é normale più di una persona in famiglia ha questa esigenza, il problema da risolvere è urgente.
Fuori dalle grandi città i costi sono più gestibili e questa esigenza di metri quadrati potrà essere risolta. Senza dubbio le nuove costruzioni prevederanno degli spazi per questi scopi.

Ci saranno più impiegati che scrivanie. Questo é un concetto nuovo. Non avremo più la nostra, sicura ,tranquilla scrivania con le nostre piccole cose. Avremo una app che ci permetterà di prenotare con anticipo “un posto” di lavoro per il 75% del tempo di lavoro in sede.La app gestirà le prenotazioni ed eventualmente gli incontri da fare. Dovremo ridurre al minimo la carta, la tecnologia ci aiuta già oggi ma di più in futuro, in modo da viaggiare con il nostro portatile.
Quindi, telefono ed ordinatore portatile in borsa, stampante on line vicino alla stazione di lavoro e la possibilità di avere nei giorni di lavoro in ufficio dei vicini sempre differenti. La coesione aziendale aumenterà in modo sensazionale, conosceremo, non più solo di vista, tanti colleghi. Aumenteranno gli scambi di idee, la creatività e l’innovazione sarà più facile. La rottura della sicurezza “fisica” aiuterà le aziende a prendere più rischi con i cambi necessari che tutto questo nuovo modo di lavorare richiederà.

Cosa succederà con queste sedi prestigiose pensate per tanti usuari? Avremo più di tutto spazi, parcheggi mense. Tutto era stato concepito per esigenze ormai cambiate.

La sfida da risolvere al più presto sarà la disoccupazione indiretta, certo non voluta, che questo nuovo mondo di vivere produrrà. Difficile calcolarlo ma arriverà e molto rapidamente. Sapendo che una minore esigenza di servizi é ormai sicura, la previsione di riduzione di lavoro indiretto, quello legato ai servizi, si può considerare intorno al 15-20%.

Invece le ore risparmiate e recuperate nel nostro quotidiano come saranno utilizzate ?
La speranza é che producano una maggiore salute generale. Minor stress, migliore alimentazione, più tempo per attività fisica. Interessante misurare se il miglioramento della qualità di vita abbia come conseguenza un ricorso meno frequente ai sistemi sanitari nazionali per la diminuzione di malattie professionali e no.
I viaggi di lavoro diminuiranno. La familiarità che abbiamo raggiunto con i nuovi sistemi di video conference é in pochissime settimane nel nostro modo di lavorare. Qualcuno commentava che l’attenzione che si raggiunge in queste riunioni sapendo di avere sempre una telecamera sul viso é molto superiore a quelle fatte nelle sale di sempre.
Si vedono riduzione dei tempi di riunione, migliore concentrazione dei partecipanti, nessun ritardo sugli appuntamenti.
Viaggi di lavoro meno frequenti, più presenza nei nostri domicili, minori occasioni di parlare anche casualmente con clienti e colleghi produrranno una gran voglia di vacanze. Noi in Alpitour pensiamo che sarà così.

Oramai siamo tutti convinti che il mondo subirà questi cambi, perché non gestire con anticipo questa strada da percorrere, pianificando con attenzione le esigenze della nuova società e di questo affascinante futuro.