Sistema politico bancario spinge cittadini medi verso i paradisi fiscali

7 Gennaio 2018, di Francesco Puppato

La fuga di capitali nei paradisi fiscali aumenta di anno in anno, come ha confermato il recento scandalo dei conti offshore posseduti da personaggi importanti.

Il fenomeno però, come sostiene Giovanni Caporaso Gottlieb (intervista rilasciata a Luca Ciarrocca e pubblicata nel libro “I padroni del mondo” alle pagine 69 e 70) che sui paradisi fiscali ha scritto molti articoli, sta prendendo sempre più piede anche tra i comuni cittadini. Le cause sarebbero la crisi, l’inasprimento della pressione fiscale e la sfiducia del sistema bancario tradizionale, le cui colonne portanti sono le famose banche TBTF (too big to fail – troppo grandi per fallire) sottoposte a rischio sistemico.

L’aumento del flusso dei capitali veros i paradisi fiscali sarebbe poi da mettere in relazione diretta con le politiche di austerity varate in Europa; il ruolo di catalizzatore, infine, è svolto dalle sempre maggiori tasse sugli immobili, sui benei di lusso e di largo consumo congiuntamente al timore di futuri prelievi forzosi sui depositi (ne sono esempi lampanti il precedente di Cipro ed il Bail-in).

Secondo Caporaso “l’economia parallela, venutasi a creare grazie alla fuga di capitali dai Paesi ad alta tassazione verso i paradisi fiscali, è molto più lineare e sostenibile rispetto a quella reale, vista anche la stabilità dei governi coinvolti e solidità dei conti pubblici. Di contro, nei Paesi ad alta tassazione, l’élite finanziaria non fa altro che commettere reati su reati, abusi di ogni genere e tipo, consapevole che alla fine eventuali speculazioni finite male saranno pagate dai singoli cittadini, sotto forma di maggiore tassazione, prelievi forzosi e sforzi maggiori.”

I centri offshore offrirebbero dunque una tassazione agevolata e molteplici possibilità di protezione del capitale, mentre il denaro che circola nel resto del mondo è in balia di chi può influenzare i mercati, alterare i tassi d’interesse ed indirizzare le scelte politiche internazionali grazie al proprio potere (quelli che vengono definiti “Bankster”).

Continua poi l’avvocato Caporaso “intere famiglie oggi sopportano carichi fiscali superiori al 50% solo perchè i giganti del credito non cessano di lucrare, cercando cercando sempre maggiori guadagni”. La sua previsione è, infine, la seguente: “L’economia parallela è sempre più in agguatoe quando ci sarà il tonfo dei giganti, sarà ormai matura per prenderne il posto.”

Il motivo secondo cui sempre più componenti del ceto medio stiano virando verso i paradisi fiscali sarebbe quindi dovuto ai malsani comportamenti di chi domina e governa il mercato regolamentato; i bankster che, forti della loro posizione, continuano a privatizzare gli utili e socializzare le perdite, grazie anche ad un sistema politico compiacente per questioni di tornaconto personale.

“Il politico è il maggiordomo del banchiere”. (Ezra Pound)