Siria, dopo la Russia anche l’Iran manda militari a sostegno di Assad

11 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

DAMASCO (WSI) – In un affronto all’amministrazione Obama, l’Iran ha inviato soldati a sostegno del governo siriano in un’azione coordinata con la Russia senza precedenti che ha l’obiettivo di salvare il regime ormai circondato da più fronti.

A riferire del coinvolgimento di Teheran sono i media israeliani, quindi la notizia va ancora verificata. Tel Aviv è un nemico dichiarato della Repubblica Islamica ed ha combattutto diplomaticamente fino alla fine per far saltare l’accordo sul nucleare iraniano.

Secondo le fonti israeliane della sicurezza, con l’obiettivo di difendere Bashar al-Assad dai ribelli, Qasem Soleimani, il comandante dell’elite iraniana del Quds, avrebbe inviato centinaia di soldati in Siria negli ultimi giorni, pare in accordo con il presidente russo Vladimir Putin.

Sempre stando alle indiscrezioni dei media israeliani, il coinvolgimento di Iran e Russia in Siria è stato deciso dopo l’incontro tra Soleimani e Putin.

Mosca da parte sua prima ha fatto in modo che tutte le parti in causa nel complicato e violento conflitto siriano avessero chiara la loro posizione a sostegno del regime in Siria. Ora la Russia con il suo intervento a Damasco vuole far passare un messaggio ancora più forte: che non è più disposta a tollerare incursioni dell’Isis che spesso sono finanziate con i soldi degli Stati Uniti e dei suoi alleati in Medioriente come Qatar e sauditi.

Da Washington sono estremamente preoccupati per la crescente presenza militare della Russia, che sostiene il regime di Al-Assad, in Siria. La situazione ora si complica e si allontana la soluzione diplomatica di uno dei conflitti più caotici e sanguinolenti che il Medioriente abbia visto.

Dopo l’invio di aerei nei cieli di Damasco, la Russia interviene proprio militarmente a sostegno del presidente Assad, mentre i ribelli fondamentalisti islamici avanzano.

La confusione geopolitica e sul fronte dei ribelli al regime sciita ha messo in allarme la Nato. Gli Stati Uniti sono stati molto chiari: “Assad deve andare via“. Sulla questione è intervenuto il ministro Gentiloni: “Spero che le notizie sulla presenza russa siano meno gravi di quanto appaiono”: se Mosca “avesse l’illusione di risolvere mano armata la situazione sarebbe una complicazione del quadro, uno sviluppo negativo”.

“Gli specialisti militari russi si trovano in Siria per addestrare i soldati di Damasco nell’uso delle attrezzature belliche arrivate dalla Russia e non partecipano al conflitto”, ha assicurato il Cremlino. E anche un responsabile militare di Hezbollah e reclutatore a Beirut di miliziani sciiti che combattono al fianco delle truppe di Damasco ha detto che “sono solo ‘esperti’ militari quelli inviati da Russia e Iran in Siria”.

In Siria “ci sono soldati russi” e “ci sono da molti anni”, ha detto il ministro degli Esteri di Mosca, Serghiei Lavrov. La Russia continuera’ ad aiutare Damasco “a equipaggiare l’esercito siriano con tutto cio’ che e’ necessario per non permettere” un altro “scenario libico” o che si ripetano “altri tristi avvenimenti che hanno avuto luogo in questa regione”, ha fatto sapere il ministro degli Esteri russo.

Il ministro ha ribadito in una telefonata con il segretario di Stato Usa John Kerry la “necessita’ di respingere in modo congiunto i gruppi terroristici”. Ma la posizione degli Stati Uniti è chiara: “La crisi dei rifugiati è conseguenza delle condizioni orrende in Siria. Quello che serve è una soluzione diplomatica. E Assad deve andare via”, ha ribadito la Casa Bianca.

Il ministro della Difesa di Israele ha dichiarato che le truppe russe sono già in Siria per aiutare il regime di Assad a combattere l’Isis. Non c’e’ nessun embargo che vieta di fornire armi alla Siria e quindi non ci sono ostacoli alla cooperazione tecnico-militare tra Mosca e Damasco, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

“Sono preoccupato dalle notizie di un’aumentata presentata militare russa in Siria, che non contribuirà a risolvere il conflitto. Ora è importante sostenere tutti gli sforzi per trovare una soluzione politica al conflitto, e noi sosteniamo moltissimo gli sforzi delle Nazioni Unite”, ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, rispondendo – secondo la trascrizione diffusa oggi dall’Alleanza – ad una domanda durante un incontro stampa ieri dopo un meeting con il primo ministro cecoslovacco a Praga.

La Germania ha poi messo in guardia Francia, Gran Bretagna e Russia dagli attacchi in Siria: “Non può essere che adesso partner importanti, di cui abbiamo bisogno, giochino la carta militare”, ha detto il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, esprimendo costernazione per la notizia che Mosca consegnerà più materiale militare alla Siria. L’accordo con l’Iran sul nucleare e la nuova iniziativa dell’Onu, ha detto, “sono il punto di partenza per una soluzione politica del conflitto in Siria”.

Fonte principale: YNet News