Siccità: “un terzo dell’Italia a secco, danni per 2 miliardi”

24 Luglio 2017, di Mariangela Tessa

Ammontano a circa 2 miliardi di euro i danni provocati dalla siccità. E’ la stima di Coldiretti sui danni provocati a coltivazioni e allevamenti a causa di un andamento climatico del 2017 del tutto anomalo che lo classifica tra i primi posti dei più caldi e siccitosi da oltre 200 anni.

Due terzi e dell’Italia e dei campi coltivati lungo la Penisola sono a secco e almeno 10 Regioni, secondo l’Ansa, starebbero per presentare la richiesta di stato di calamità naturale al ministero delle Politiche agricole. Tra e misure previste in favore delle aziende, spiccano la sospensione delle rate dei mutui, il blocco dei pagamenti dei contributi e accesso al Fondo per il ristoro danni.

L’analisi di Coldiretti evidenzia che il Lago di Garda è appena al 34,4% di riempimento del volume mentre il fiume Po al Ponte della Becca a Pavia è circa 3,5 metri sotto lo zero idrometrico.

Le situazioni più critiche si registrano in Lombardia dove il livello delle risorse idriche è il più basso degli ultimi dieci anni secondo il bollettino pubblicato da Arpa mentre l’assenza di precipitazioni sta determinando una situazione di “grave criticità” anche in Veneto, con la siccità nelle falde che sta superando ogni record storico negativo registrato negli ultimi 20 anni.

Intanto, scoppia la polemica tra la Regione Lazio e Acea, la multiutility controllata dal Comune per via delle misura di razionamento dell’acqua per un milione a mezzo di romani. L’Acea annuncia l’arrivo della misura – “obbligata”  – dopo che la Regione Lazio ha ordinato da venerdì 28 luglio e fino al 31 dicembre 2017 la sospensione del prelievo dal lago di Bracciano, riserva idrica della Capitale.

Ma l’Acea punta il dito contro l’atto, “unilaterale e illegittimo, che – spiega – comporterà importanti e gravi conseguenze per i cittadini di Roma.