“Shock mercati, credibilità Fed a pezzi”

20 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – I mercati sono in uno stato di shock”, a seguito della decisione della Fed di non staccare la spina alle misure di quantitative easing. Lo ha detto chiaramente David Keeble, analista di Credit Agricole. Che ha aggiunto: la credibilità della Fed è a pezzi”, così come a pezzi è la sua “strategia di comunicazione”.

Il presidente della Fed Ben Bernanke ha deciso di mantenere inalterato l’acquisto di asset di Treasuries e di titoli legati ai mutui che avvengono ogni mese per un valore di $85 miliardi, e che hanno assicurato – e continuano a questo punto ad assicurare – una maxi iniezione di liquidità ai mercato.

Subito dopo le parole di Bernanke, Wall Street ha assistito a nuovi record assoluti per il Dow Jones e lo S&P 500, l’oro ha segnato la sessione migliore dal gennaio del 2009, i tassi sui Treasuries a 5 anni sono calati al ritmo più forte dal marzo del 2009.

Euforia globale, che si è smorzata però progressivamente, come dimostra il trend di Wall Street, che si è spenta nel finale.

D’altronde ora domina l’incertezza: gli investitori, convinti che la Fed avrebbe agito in questo meeting di settembre, ora si chiedono quando e se il tapering ci sarà. Soprattutto, si è rotto quel legame di tacita fiducia tra mercati e Federal Reserve, secondo cui la Fed, alla fine, agisce secondo le aspettative degli investitori.

Le critiche non si sono fatte aspettare, con JP Morgan che ha definito Bernanke uno smidollato.

Gli economisti iniziano a temere anche la trappola della liquidità visto che, a meno che la Fed non decida di lanciare un processo di monetizzazione in ogni momento che ha a disposizione, l’impatto delle misure di politica monetaria ultra accomodante diminuisce in modo progressivo, avvicinandosi alla fine allo zero e diventando addirittura negativo.