Shock Francia, si uccide per protesta contro nozze gay

22 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Terrore a Notre Dame, shock in Francia, e il timore più che giustificato di un aumento di intolleranza nei confronti dei gay e delle nozze gay appena approvate. Nella giornata di ieri, alle 16, nella cattedrale che era gremita da 1.500 persone, si è sentito all’improvviso un colpo di pistola.

Panico, caos e grida, la cattedrale è stata immediatamente evacuata. Alla fine, la scoperta: Dominique Venner, 78 anni, storico e saggista dell’estra destra francese, si è sparato un colpo in bocca dietro l’altare principale di Notre Dame e ha lasciato su quello stesso altare cinque lettere, in cui ha spiegato il suo gesto: gesto che però era stato anticipato nel suo blog, in cui aveva invocato “azioni spettacolari” per lottare contro “l’infame legge” sulle nozze gay.

Ed è stato proprio lui a iniziare l’azione spettacolare, confermando con il suo gesto anche la profonda spaccatura che divide la società francese, fotografata in modo esemplare dalle immagini di ieri; da un lato, nella piazza della Bastiglia, a rivendicare i propri diritti, si sono raccolti i manifestanti del “Mariage pour tous”, ovvero del “Matrimonio per tutti”. Dall’altro lato, Marine Le Pen, numero uno del Fronte nazionale, ha utilizzato il gesto del saggista invocando “il risveglio delle coscienze”.

Mentre la polizia esamina le lettere del letterato suicida, i messaggi pubblicati sul suo blog non lasciano spazi alla natura del suo gesto; parlando della prossima manifestazione del 26 maggio, in cui si raccoglieranno i francesi contrati alla legge sulle nozze gay, che Venner ha definito “infame”, sottolinea: “I manifestanti avranno ragione di gridare la loro impazienza e la loro rabbia”, ma “non basterà organizzare gentili manifestazioni di piazza per impedire” questa legge, “ci sarà certo bisogno di gesti nuovi, spettacolari e simbolici” per “scuotere le coscienze anestetizzate”.

Verner amava la storia dei samurai, dei cavalieri ed era appassionato di armi: “Bisogna essere in sé fino all’ultimo istante – ha scritto poco del suicidio – è decidendo da soli, volendo davvero il proprio destino che si diventa vincitori contro il nulla. E non ci sono scappatoie”. Ammirava lo scrittore giapponese Yukio Mishima, morto suicida: “Il suo gesto – aveva detto Venner di recente – è stato una protesta contro l’indegnità nella quale era sprofondato il suo paese”.

A Radio Courtoisie, emittente vicina all’estrema destra, un ascoltatore ha letto una lettera che Venner avrebbe lasciato ai suoi amici prima di suicidarsi: “Sento il dovere di agire finché ne ho ancora la forza. Credo necessario sacrificarmi per spezzare il letargo che ci attanaglia. Scelgo un luogo altamente simbolico, che rispetto e ammiro. Il mio gesto incarna un’etica della volontà. Mi dò la morte per risvegliare le coscienze assopite”.