Senato Usa, democratici vicini all’en plein in Georgia

6 Gennaio 2021, di Alberto Battaglia

Il Senato federale Usa è più vicino alla maggioranza democratica alla luce dei risultati parziali delle elezioni in Georgia: dei due seggi in gioco il primo è già stato conquistato dal dem Raphael Warnock, il primo senatore nero mai eletto in uno stato del Sud. Il secondo posto rimane conteso, quando restano da scrutinare appena il 2% delle schede; davanti c’è il democratico Jon Ossoff, con un sottile margine del 50,18%.

Se la situazione attuale venisse confermata i seggi del Senato sarebbero distribuiti in equa misura fra repubblicani e democratici, ma la vicepresidente Kamala Harris avrebbe la possibilità di far pendere l’ago della bilancia dalla parte dei democratici in caso di parità. E’ la Costituzione a dare al vicepresidente tale potere, lo stesso Mike Pence ha esercitato questa facoltà per 13 volte durante l’era Trump.

Un controllo de facto del Senato da parte dei democratici spianerebbe la strada alle riforme più progressiste del presidente eletto Joe Biden, comprese quelle meno gradite ai mercati come gli aumenti di tasse sui redditi delle società e degli individui più abbienti.

Secondo quanto affermato da Goldman Sachs la cosiddetta “onda blu” che unirebbe sotto il segno dei democratici le due camere del Congresso sbloccherebbe un nuovo pacchetto di aiuti economici anti-Covid del valore di 600 miliardi di dollari (finora bloccato dal Senato a maggioranza repubblicana).

Dopo una prima reazione negativa, Wall Street aspetta i risultati finali ribaltando le sorti della giornata di trading: tutti e tre i maggiori listini sono in territori ampiamente positivo con il Dow in testa (+1,5% intorno alle 18 italiane).

Secondo il New York Times, i voti che restano da contare in Georgia sarebbero “in gran parte nelle contee di tendenza democratica nell’area di Atlanta, come le contee di DeKalb e Fulton, così come i voti degli elettori nell’esercito e all’estero”. Fattori che potrebbero consolidare nelle prossime ore il sottile vantaggio del democratico Ossoff.