Usa: Georgia al voto, in gioco la maggioranza al Senato (e nuovi stimoli anti-Covid)

5 Gennaio 2021, di Alberto Battaglia

Il primo atto di un Senato Usa a guida democratica potrebbe essere il via libera a un più generoso piano di stimoli economici anti-Covid. E’ quanto affermano gli analisti di Goldman Sachs a ridosso del voto di oggi (5 gennaio) in Georgia, decisivo per determinare il colore politico che assumerà per sei anni la camera alta del Congresso americano, al momento ancora senza una precisa maggioranza.

Georgia e maggioranza al Senato: perché è importante

Quello delle votazioni nello stato della Georgia e della definizione della maggioranza al Senato è un passaggio cruciale. Per l’approvazione dei progetti di legge, infatti, occorre il voto di maggioranza di entrambe le assemblee: una vittoria dei democratici renderebbe più probabile la realizzazione delle promesse più progressiste dell’agenda di Joe Biden, che già controlla la Camera.

Al contrario, il mantenimento dell’attuale maggioranza repubblicana costituirebbe un freno – a partire dagli aumenti di tasse che il programma del presidente in pectore prevedeva per le società e per gli individui nelle fasce di reddito più abbienti. Proprio per questa ragione la vittoria dei democratici in Georgia sarebbe quella meno gradita dai mercati nell’immediato: secondo il capo strategist di Oppenheimer, John Stoltzfus, il calo immediato per i mercati azionari Usa sarebbe compreso fra il 6 e il 10%.

Con un Senato dem, nuovi stimoli in vista

Secondo Goldman Sachs, una vittoria dem si tradurrebbe in una nuova tranche di aiuti per i governi statali e locali, e, soprattutto un’estensione dei benefici federali per i disoccupati e per altre categorie esposte ai danni economici della pandemia. Il valore di questo nuovo pacchetto di misure sarebbe di 600 miliardi di dollari.

Dato l’incremento di spesa prodotto dagli interventi anti-Covid, Goldman Sachs si aspetta che un giro di vite fiscale debba arrivare nel corso della presidenza Biden, anche se gli aumenti delle tasse sarebbero nettamente inferiori (il 75% in meno) rispetto a quelli promessi in campagna elettorale.

Anche secondo lo stesso Joe Biden la vittoria dei democratici al Senato, “metterà fine al blocco di Washington sui 2.000 dollari in assegni di stimolo”, una richiesta lanciata da Trump, ma osteggiata dai senatori repubblicani.