Sell a Wall Street, Siria fa paura. Nasdaq -2,16%

27 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street negativa sulla scia delle tensioni geopolitiche, con il prossimo attacco alla Siria che fa da catalizzatore alle vendite.

Alla chiusura, il Dow Jones cede -1,07% a 14.776,13; S&P500 -1,62% a 1.630; Nasdaq -2,16% a 3.758,72. Acquisti sui Treasuries, rendimenti decennali in calo al 2,76%.

Gli Stati Uniti sarebbero pronti a sferrare un attacco dopo l’utilizzo da parte del paese di armi chimiche contro i civili. Il presidente Barack Obama starebbe infatti pensando a una guerra lampo e, in una intervista rilasciata alla Bbce, il segretario alla Difesa Chuck Hagel ha detto che gli Stati Uniti “sono pronti” alla guerra. NBC News ha reso noto che gli Stati Uniti potrebbero lanciare un attacco missilistico contro la Siria a partire da “giovedì”, dunque da dopodomani.

Siamo a un grande cambiamento delsentiment di mercato? Si può parlare di ritorno di avversione al rischio oppure di una contenuta fase ribassista?

L’indice CBOE Volatility Index, noto anche come indice della paura, balza subito fino a +10% e si attesta sopra quota 16, poi limita i rialzi a +8% circa.

Reazione anche dei prezzi del petrolio, che risalgono sopra quota $108 al barile, sulla scia del timori secondo cui un potenziale intervento militare in Medio Oriente porterebbe all’interruzione della produzione di petrolio nella regione.

John Kilduff, di Agan Capital, ha detto che la Siria è vitale anche se il paese non figura tra gli esportatori di greggio più importanti. “Siamo in presenza di un mercato caratterizzato dalla scarsità dell’offerta, che continua a fare i conti anche con i problemi che caratterizzano le forniture di petrolio libico e iraniano”.

A proposito di Iran, focus sull’avvertimento lanciato alle Nazioni Unite dal portavoce del ministero iraniano degli Affari Esteri, Abbas Araghchi, che ha detto che un intervento militare contro Damasco avrà “pesanti conseguenze” per la Siria e per l’intera regione.

Altro fattore che potrebbe alimentare gli acquisti sul petrolio è, stando a quanto ha riferito Jonathan Barratt, fondatore della newsletter sulle materie prime Barratt Bulletin, “la stagione degli uragani negli Stati Uniti, prossima a entrare nel suo picco”.

Focus anche sulle quotazioni dell’oro, con gli investitori che hanno riscoperto dopo l’ondata di sell off dei mesi precedenti l’appetibilità del bene rifugio per eccellenza. Le quotazioni sono in rialzo +20% rispetto ai minimi testati alla fine di giugno. Tecnicamente, l’oro è entrato così in un nuovo mercato toro. I prezzi rimangono comunque in calo di più del 15% dall’inizio del 2013.

Dal fronte economico, focus sull’indice della fiducia dei consumatori, che ad agosto ha segnato un lieve rialzo a 81,5 dagli 80 di luglio, al di sopra delle attese. Lynn Franco, del Conference Board che ha stilato l’indice, ha affermato che “i consumatori si sono mostrati più ottimisti sulle condizioni di business e del mercato del lavoro, e sulle prospettive degli utili”.

Poco prima è stato reso noto l’indice Case-Shiller 20-city Index – che misura la performance dei prezzi delle case delle 20 principali aree metropolitane degli Stati Uniti -, che a giugno è salito +2,2% su base mensile, e +12,1% su base annua. Tuttavia David Blitzer, presidente della commissione che stila l’indice presso S&P Dow Jones Indices, ha affermato che, “sebbene nel complesso i prezzi delle abitazioni stiano salendo, il ritmo di crescita potrebbe rallentare”.

Tra i titoli della giornata di oggi Facebook sotto pressione con -1,81% dopo la notizia secondo cui il responsabile operativo del social network, Sheryl Sandberg, ha venduto 176.452 azioni FB, per un valore di $6,8 milioni, mentre il direttore finanziario David Ebersman ha venduto 200.000 azioni, valutate $8 milioni.

Altri titoli in rosso Apple -0,61%, Netflix -1,27%, Groupon -2,19%, Advanced Micro Devices -5%

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro +0,15% a $1,3388, dollaro/yen -1,19% a JPY 97,33; euro/franco svizzero -0,33% a CHF 1,2301. Euro/yen -1,03% a JPY 130,29.

Sui mercati delle commodities, i futures sul petrolio +2,83% a $108,91 al barile, oro +1,64% a $1.416 l’oncia.

RIPERCUSSIONI SIRIA SU WALL STREET

INDICE PREZZI CASE S&P/SHILLER +12,1% SU BASE ANNUA