Segnali inquietanti su economia: Germania torna a spaventare

20 Novembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Numeri poco confortanti sull’attività manifatturiera globale. L’indice Pmi composito dell’Eurozona che monitora l’attività manifatturiera e dei servizi, è calato a novembre a 51,4 da 52,1 di ottobre, al minimo in 16 mesi, sebbene sopra quota 50. Di fatto, l’indice manifatturiero è sceso a 50,4 da 50,6 di ottobre (consensus 50,8), mentre quello dei servizi a 51,3 da 52,3 (consensus 52,4).

Guardando alla performance dei singoli paesi, l’indice PMI della Francia è sceso più delle previsioni nel mese di novembre, calando a 47,6 punti, al valore più basso in tre mesi, dai 48,5 punti di ottobre.

L’indice segnala una fase di contrazione, dal momento che i 50 punti rappresentano la linea di demarcazione tra fase di espansione (valori al di sopra) e di contrazione (valori al di sotto). La seconda economia dell’Eurozona dopo la Germania fa fronte a un periodo di continua debolezza, caratterizzato da una disoccupazione a livelli record e dalla crescita del deficit.

Poco mosso il tasso sui bond decennali francesi, che si è attestato all’1,19% dopo la pubblicazione del dato.

La Germania è inoltre al limite, dal momento che il Pmi manifatturiero di novembre è sceso proprio al punto di equilibrio, ovvero a 50 punti, contro le stime di 51,5 punti. Reso noto anche l’indice dei servizi, che sempre in Germania è calato a 52,1 dai 54,4 di ottobre. Considerato l’indice Purchasing Managers Index, relativo sia al comparto manifatturiero che a quello dei servizi, la flessione è stata da 53,9 a 52,1, con una crescita che è stata la più lenta in sedici mesi.

I dati, stando a quanto ha riferito a Bloomberg Oliver Kolodseike, economista presso Markit, dipingono un quadro preoccupante sullo stato di salute dell’economia tedesca”.

Pubblicato anche il fatturato dell’industria italiana che a settembre, al netto della stagionalità, è calato – 0,4% rispetto su base mensile, con un rialzo + 0,1% sul mercato interno e una flessione -1,4% su quello estero. Nella media degli ultimi tre mesi, stando a quanto detto dall’Istat, l’indice complessivo è sceso dell’1,0% rispetto ai tre mesi precedenti (-1,8% per il fatturato interno e +0,7% per quello estero).

In Asia reso noto il China Manufacturing PMI che, stando ai dati resi noti da Bloomberg, ha deluso le stime per il tredicesimo mese consecutivo, attestandosi al minimo in sei mesi di 50 punti (contro i 50,2 attesi dal consensus).

Tra i sottoindici, crollo della componente della produzione, che è scivolata in territorio di contrazione (49,5), per la prima volta dallo scorso maggio.