Segnali economia Usa in forze. Azionario Asia in rialzo

16 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in rialzo dopo i segnali di forza giunti dalla più grande economia al mondo, gli Stati Uniti. Sia dal mercato del lavoro, sia dal settore manifatturiero, sono infatti arrivate conferme che gli Usa reggono, nonostante l’outlook incerto dell’Europa, che aveva portato a forti sell degli asset considerati rischiosi negli ultimi giorni. Euro a $1,3030.

Ma gli investitori rimangono cauti, vista la possibilità di sviluppi negativi, in particolar modo che le agenzie di rating procedano, come minacciato, a downgrade di massa dei paesi dell’eurozona.

Yuan cinese in rialzo raggiunge i massimi record contro il dollaro americano (6,3294), a seguito di un sospetto intervento della banca centrale di Pechino per apprezzare la valuta, e contrastare le scommesse degli speculatori che puntavano verso un calo del renminbi.

Dopo essersi apprezzato negli ultimi giorni, beneficiando della fuga degli investitori da asset rischiosi, il dollaro americano perde leggermente terreno contro le principali valute.

L’agenzia di rating Fitch rivede al ribasso il merito di credito di sette colossi del settore bancario, citando le “maggiori difficoltà” che questi istituti affrontano nei mercati finanziari. Si tratta di istituti americani ed europei: Bank of America, Goldman Sachs, Citigroup, Barclays, Credit Suisse, Deutsche Bank e BNP Paribas.

Nonostante tutta la volatilità, l’indice S&P500 è in calo appena del 3% da inizio 2011, registrando così una performance nettamente migliore rispetto ai mercati asiatici, con l’indice MSCI Asia ex-Japan sotto del 19%. Il Nikkei ad ora cede invece il 18%.

Nella giornata di ieri il direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, ha rimarcato come la crisi del debito europea si stia aggravando, richiedendo un intervento da parte dei paesi esterni all’Europa.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in rialzo dello 0,51%. Nikkei (+0,29% in chiusura), Seul (+1,15%), Sydney (+0,47%), Hong Kong (+0,54%), Shanghai (-0,25%), Singapore (+0,36%).

Commodities: Wti ($94,03, +0,17%), Brent ($104,10, +0,48%), oro ($1.589,30, +0,77%), argento ($29,345, +0,24%), rame ($3,316, +1,50%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,3034 (+0,13%), contro lo yen giapponese a ¥101,52 (+0,12%), contro il franco svizzero a CHF 1,2232 (-0,02%), contro la sterlina a GBP 0,8391 (+0,01%). Dollaro/yen a ¥77,88 (0%).

Futures sull’indice S&P500 in rialzo di 5,25 punti (+0,43%) a 1.217,00. Rendimenti dei Treasury a 10 anni all’1,911%.

“L’economia Usa sta chiudendo l’anno in uno stato di salute migliore a quanto si era precedentemente immaginato, e questa è una cosa buona, l’Europa ovviamente non lo è”, ha detto a Bloomberg Stephen Halmarick, a capo della strategia investimento di Colonial First State Global Asset Management a Sydney. “L’economia europea sembra incline verso la recessione il prossimo anno e credo che questo continuerà a pesare sui mercati”.