Scrollone a Wall Street

21 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street soffre della peggiore chiusura da un mese dopo che la Federal Reserve (la banca centrale americana) ha dichiarato che ci sono “rischi significativi di ribasso” per l’economia, nonostante abbia optato per un nuovo piano di stimolo a supporto, da 400 miliardi di dollari. Il Dow Jones ha ceduto il 2,49% a quota 11124,24; il Nasdaq ha perso il 2,01% a 2538,19 punti.

Come da previsioni, la Fed ha annunciato di voler modificare il suo portafoglio attraverso l’operazione “Operation Twist”, procedendo alla vendita di Treasury di breve durata e utilizzando i proventi per comprarne altri di lunga durata. Entro la fine di giugno 2012 verranno dunque comprati $400 miliardi di titoli tra 6 e 30 anni, vendendone un eguale ammontare con scadenza sui 3 anni o inferiore.

Ecco la misura che è giunta dalla chiusura della riunone di due giorni del Federal Open Market Committee, il comitato di politica monetaria.

Gli operatori attribuiscono il calo in chiusura ad investitori che hanno preferito ritirare i proventi generati dal rally della scorsa settimana, e alle nuove posizioni corte, dopo che il mercato non è riuscito a decollare al suono delle parole della Fed.

Le vendite sono aumentate nelle ultime ore di contrattazione. A guidare i cali le banche e le società assicurative, con il KBW Bank index sotto del 5,5% e il KBW Insurance index giù del 5,2%. Colpite le assicurazioni visto che il piano ‘Operation Twist’ potrebbe mettere a rischio gli utili di alcune delle più grandi società per i prossimi anni. Bank of America ha perso il 7,5%, mentre Prudential Financial il 6,6%.

“Probabilmente le parole che più hanno fatto paura sono state ‘rischi significativi di ribasso’ “,ha detto Alan Valdes, direttore per DME Securities a New York. Questo “considerando che gli stimoli sono ormai oltre $1 trilione, ma il problema rimane”, ha aggiunto, riferendosi alle precedenti misure adottate dalla Fed.

“I tassi Usa sono già ai minimi record, pertanto la Fed deve essere più creativa e non deve semplicemente ridurre i tassi”, si legge nella nota ai clienti di Claus Paaske Larsen, chief equity adviser per Nordea Private Bank. “Il mercato focalizzerà l’attenzione su come la (cosiddetta) ‘Operation Twist’ è strutturata e su quanto sarà grande”.

Per gli analisti di Societe Generale delle opzioni anticipate dalla Fed la piu’ attraente dal punto di vista del trade off rischi-benefici sarebbe l’estensione della durata del portafoglio, una misura che avrebbe gli stessi vantaggi di un quantitative easing senza influire sulle aspettative di inflazione. Il taglio dei tassi sulle riserve in eccesso, invece, sarebbe un gioco monetario che “potrebbe non valere la candela”, mentre interventi sul bilancio sono rischiosi dal punto di vista dell’inflazione.

In una lettera i Repubblicani americani avevano invitato il numero uno (Bernanke) ad interrompere le misure di stimoli economici.

In Europa l’attenzione continua a concentrarsi sulla Grecia. Ue, Bce e Fmi saranno nuovamente ad Atene la prossima settimana per valutare la possibilità di proseguire con la seconda tranche di aiuti da €8 miliardi. Nella nota Ue si legge quanto annunciato anche dal ministro delle finanze greco, Evangelos Venizelos, secondo cui sono stati fatti dei progressi e per cui la somministrazione di nuovi fondi è sempre più probabile.

Notizia di oggi, il Fondo Monetario Internazionale ha chiesto ufficialmente iniezioni di capitale nelle casse delle banche. Le pressioni sul debito sovrano “minacciano di riaccendere” un ‘circolo vizioso’ “tra il sistema bancario e l’economia reale”, si legge nel report Global Financial Stability, dove si legge che “in alcune economie gli istituti di credito hanno perso l’accesso ai mercati di finanziamento privati”.

Tra i singoli titoli attenzione ad Oracle, in forte rialzo dopo aver registrato utili superiori alle attese. In evidenza anche il gruppo di software Adobe, che stima entrate per quarto trimestre a $1 miliardo e 80 milioni, oltre le stime degli analisti a $1 miliardo e 70 milioni.

Tra le commodities in calo i contratti sul greggio Wti con scadenza ottobre: il ribasso e’ di $1 a $85,92. Giù anche le quotazioni dell’oro: i contratti con consegna dicembre scivolano di $13,4 a quota $1.795,70 l’oncia.

Nel valutario, prosegue il calo dell’euro contro il dollaro americano. L’euro cede lo 0,26% circa a $1,3666. La valuta sale invece dello 0,48% nei confronti del franco a CHF 1,2207 (+0,48%), perdendo contro lo yen a 104,35 (-0,23%).